martedì 16 aprile 2013

Fringe Fan Fiction - Capitolo 2 - I want to go home

Buona sera a voi!
Dopo il parere entusiasta del mio caro socio Fra ho deciso di mettere online subito il secondo capitolo!
Eccolo qui!
Buona lettura








Capitolo 2

Aspen, Other Side

Peter fu svegliato di soprassalto da alcuni rumori provenienti dall'ingresso, si rivestì di corsa e vi trovò Olivia rannicchiata in un angolo e tremante di paura, subito la abbracciò
Liv, cos'è successo?”
Lei scosse la testa
Non lo so di preciso, so che dopo che ci hanno assaliti mi sono ritrovata in una piccola cella, mi hanno drogato di nuovo e poi mi son ritrovata qui”
Peter le accarezzò i capelli
Mi spiace, è colpa mia. Lui vuole usarti per farmi cedere”
La ragazza lo fissò senza capire
Lui chi? Ah il segretario, il tuo vero padre”
Il giovane la prese per mano e la condusse in cucina dove si mise a rovinare nel frigo
Beh a quanto pare abbiamo scorte in abbondanza. Senti che ne dici di fare colazione? Poi cercheremo di fuggire da qui”
Olivia parve rianimarsi e sorrise
Mi pare un'ottima idea. Ti spiace se vado a darmi una risciacquata? Torno subito”

Lui scosse il capo
Vai intanto preparo uova con bacon” replicò il giovane Bishop cercando di mostrare una serenità che non provava. Detestava l'idea di dover essere prigioniero nel suo stesso mondo. Sospirò e si mise a preparare la colazione più che altro per tenere la mente occupata dato che non aveva molta fame.
Olivia rientrò poco dopo cercando di sorridergli
Peter” sussurrò andandolo ad abbracciare “Non è colpa tua”
Lo è invece, ma ti ringrazio per cercare di farmi sentire meglio”rispose mentre finiva di cucinare
Su vieni a mangiare e non fare come tuo solito”
L'agente Dunham ridacchiò
E come farei sentiamo?”
Di solito mangi come un uccellino”
Va bene, va bene mister Bishop, farò la brava”fece lei in tono scherzoso.
I due giovani iniziarono a mangiare in silenzio, con aria spaesata, temendo di vedersi piombare da un momento all'altro il signor segretario o qualche suo tirapiedi.
Terminata la colazione Peter fece una doccia veloce, si vestì e raggiunse il salotto dove trovò gli schemi della Macchina con un biglietto, lo prese in mano trovandovi vergate sopra poche parole
Non tutto è come sembra”
Rilesse il biglietto varie volte cercando di capire se ci fosse altro scritto, ma non vi era niente, così suo malgrado decise di concentrarsi sulla Macchina, aveva il presentimento che in quell'aggeggio infernale ci fossero davvero delle risposte.
Credevo avessi detto di voler scappare” disse, a voce bassa, Olivia raggiungendolo.
Peter gli fece un piccolo cenno e lei si avvicinò ancora di più “Infatti, solo che sono sicuro che questo luogo è sorvegliato, quindi cerchiamo di dare al signore ciò che vuole, intanto se riesci vorrei che mi facessi la planimetria della casa.”
L'agente Dunham gli accarezzò la guancia “Quell'affare ti affascina, vero?”
Il giovane Bishop fece una smorfia “Tu che penseresti di un dispositivo che rispondesse solo a te?”
Olivia sorrise malinconicamente “Vorrei studiarlo più a fondo”
Peter annuì e la ragazza gli diede un piccolo bacio cosa che lo lasciò interdetto “Non... non ti facevo così...” balbettò lui arrossendo “Sfacciata? Niente è come sembra” replicò lei in tono scherzoso.
Il giovane si alzò di scatto “Cos'hai detto?” Olivia lo fissò senza capire “Niente è come sembra” ripeté e subito lui le porse il biglietto trovato insieme agli schemi della Macchina, lei lo lesse e lo fissò sconvolta “Non è la mia scrittura” Peter si lasciò cadere sulla sedia “Scusami, sono molto nervoso, lo so che non è la tua scrittura, sembra più quella di Walter o quantomeno di un mancino come lui o come me” Olivia annuì “Sì, infatti. Senti fossi in te mi farei una passeggiata in giardino prima di tornare a studiare quel coso. Non credo che tuo padre si arrabbierà per questo. Hai bisogno d'aria” Peter fece un cenno di assenso con il capo ed uscì in veranda mentre la ragazza iniziò a vagare per la casa per studiarsela attentamente, purtroppo il giovane aveva ragione, vi erano telecamere dappertutto e trovare una falla non sarebbe stato facile, ma lei era un'agente ben addestrata e l'avrebbe trovata. Lo doveva al suo mondo.
In un boschetto non lontano un uomo si avvicinò alla casa, indossava un abito elegante tipico degli anni 50 e un cappello e stava osservando la scena con aria apparentemente indifferente, anche se i suoi occhi tradivano un po' di paura, sentimento per lui insolito. Lui non provava paura. Non provava nessuna emozione. Sentì trillare il suo speciale telefono e rispose meccanicamente “Sì, ho raggiunto il ragazzo, lo so che non dovevo intervenire, ma era l'unico modo per sbloccare la situazione” Una voce rispose dall'altro capo “Stai attento September, potresti provocare altri danni come avvenne al laboratorio del dottor Bishop 23 anni fa” l'uomo rispose con molta calma “Ormai la linea temporale ha subito troppi danni, ciò che conta è altro” ed attaccò il telefono senza dare tempo di replicare al suo superiore. Fece un lungo sospiro, attraverso lo spazio tempo e si ritrovò di fianco a Peter che sussultò non appena lo vide “Avrei dovuto immaginarlo che ci fossi di mezzo tu o qualche tuo amico” September lo fissò “Non è tutta opera mia. Debbo solo assicurarmi che tutto vada bene, ma non so cosa potresti fare” Peter scosse la testa “Che vuoi dire? Il biglietto non è forse tuo?” L'osservatore scosse il capo “No, il mio scopo è un altro” Il giovane Bishop spalancò le palpebre “Ed allora di chi è?” domandò esterrefatto e subito l'uomo calvo rispose “Avevi ragione prima. E' di Walter Bishop” Peter insistette “Quale dei due?” September fece un'espressione enigmatica “Lo scoprirai da solo, ora debbo andare. Su una cosa hai ragione: quegli schemi ti possono aiutare, però neanche io so come” e sparì lasciandolo solo sotto la neve che aveva iniziato a cadere da qualche minuto.
Peter scosse il capo irritato e per qualche strana ragione iniziò a fare un pupazzo di neve, forse sperava solo di calmarsi oppure di raccogliere le idee, Olivia lo raggiunse e vedendo ciò che stava facendo si lasciò sfuggire una piccola risata “Siamo tornati bambini, mister Bishop?” domandò lanciandogli una palla di neve, lui rispose alla provocazione lanciandole una palla anche lui ed in pochi minuti scoppiò una battaglia a palle di neve che si concluse senza vinti né vincitori visto che i due finirono per rotolarsi sul prato a baciarsi dolcemente. E quando avvenne Peter ringraziò il cielo di non essere da solo in quella strana avventura anche se continuava a sentirsi braccato.

New York, Other Side

Un uomo apparve nella camera d'albergo dove si erano rifugiati William Bell e Walter Bishop, Bell tirò fuori un'arma e gliela puntò, ma quando lo riconobbe sorrise “Bentornato, allora?” September mosse il capo come una civetta “Ha ricevuto il vostro messaggio, ma non sa ancora cosa deve fare” Walter guardò i due uomini “Di che parlate? E dove sono Peter ed Olivia?” l'osservatore si avvicinò ai due “In un luogo molto lontano da qui, ma credo che se la possano cavare, solo che debbono fare in fretta” Bell a quelle parole tirò fuori di nuovo la pistola, era una pistola particolare e la puntò verso September “Che diamine state combinando? Avete anticipato i tempi, non è così?” l'osservatore rimase impassibile “Non sono io che guido i loro piani e purtroppo non li conosco tutti, so solo che c'è un gran fermento nel tempo da cui vengo” Walter rabbrividì “Non potete portarmi via mio figlio” September lo fissò con una punta di malinconia “Non dipende più da me” replicò in tono impassibile. Bell si alzò di scatto dalla poltrona “Walter, ho bisogno del tuo aiuto, Peter se la caverà, vedrai” il dottor Bishop cercò di rianimarsi “Cosa te lo fa credere? E' prigioniero di un pazzo chissà dove” William sorrise “E' interessante che tu dia del pazzo all'uomo a cui hai rapito il figlio” Walter lo fissò irritato “Peter è mio figlio” Bell scosse la testa “Sì e no. Ora andiamo, ho bisogno che mi aiuti a replicare queste pistole” lo scienziato era pieno di rabbia e paura. Paura di perdere suo figlio e rabbia verso Bell. Si scrollò le spalle e cercò di pensare a quello che gli aveva chiesto il suo amico “Non pensavo che sarebbero arrivati così presto”September dietro di loro disse “Neanche io”

Aspen, Other Side

Olivia stava facendo l'ennesima ispezione nella speranza di trovare qualcosa che non aveva notato le altre volte nel frattempo Peter studiava gli schemi della Macchina e la planimetria che la giovane agente aveva disegnato, era sempre più frustrato da quella situazione e si chiedeva se davvero quegli schemi potessero aiutarlo in qualche modo. Li aveva studiati a fondo iniziando a scrivere lunghe equazioni che gli potessero dare un risultato inaspettato, equazioni che si basavano su quegli schemi, ma era come se qualcosa gli sfuggisse. Furente si lasciò cadere all'indietro sul divano quando lo sguardo gli cadde sulla planimetria della casa. C'era qualcosa che...
Peter...” fece la voce di Olivia dietro di lui. “Ho trovato...” i due ragazzi iniziarono a parlare insieme a voce bassa e sorrisero, Peter scosse il capo “Scusa dimmi, Liv” la giovane sorrise di nuovo “Credo di aver trovato qualcosa” Bishop Junior annuì “Bene, allora proviamo ad andare via, ma prima vorrei prendere gli schemi” replicò sempre a voce bassa, lei assentì ed insieme raccolsero i fogli e li misero in un zaino che riempirono di provviste, dopodiché raggiunsero la falla che la ragazza aveva trovato. In pochi minuti si ritrovarono in una galleria sotterranea scarsamente illuminata da una luce molto lontana.
Entrambi temevano di andare a ficcarsi in un gran casino.
Ho il sospetto che sia stato September a creare questa falla” disse improvvisamente il giovane per cercare di spezzare la tensione.
Olivia lo guardò “Chi?”
Peter replicò “Pensavo sapessi che si chiamava September, il nostro amico osservatore sai quello che ti ha fatto trovare la profezia su di me e quella Macchina”
L'agente Dunham annuì “Ah sì, scusami. No, non mi ricordavo il suo nome. A che scopo lo avrebbe fatto?”
Il giovane Bishop scosse la testa “Non ne ho la minima idea, anche se...”
Anche se?” chiese Olivia.
So che ti sembrerà folle, ma forse vuole che io raggiunga quella Macchina”
Olivia lo fissò sconcertata “Così distruggerai l'altro universo.. però...”
Però?”
Niente pensavo a quel biglietto”
Peter lo riaprì “Lui dice che lo ha scritto Walter Bishop.”
L'agente Dunham glielo prese dalle mani “Quale dei due?”
Il ragazzo sospirò irritato “Dice che lo scoprirò presto da solo”
Capisco... ma un momento... quando lo avresti visto?” chiese la ragazza mentre si avvicinavano sempre di più all'uscita della galleria.
Prima in giardino. E' apparso dal nulla come suo solito. Immagino abbia fatto lo stesso quando ti lasciò la profezia su di me”
Olivia parve imbarazzata “Infatti”
Peter la guardò per un lungo istante, poi gli fece una carezza “Su andiamo, siamo vicini all'uscita”
La ragazza assentì con un cenno del capo mentre la luce si faceva sempre più forte cosa che fece aumentare il passo ad entrambi e una volta che furono all'esterno si fermarono di botto.
Erano circondati da montagne coperte di neve e non si vedeva l'ombra di una casa o di una capanna.
Si erano proprio ficcati in un gran casino.


2 commenti:

Francesco Donald Pellegrini ha detto...

che dire, ho già espresso il mio parere sul potenziale esplosivo che ha questo capitolo; credo che se lo facessimo vedere ai ns amici Noble, Jackson e Torv, ci metteremmo un nano secondo a farli tornare di fronte a una macchina da presa, e credo che anche JJ dirigerebbe volentieri nuovi episodi con questi script; ora, ci rimane solo da convincere il sig. Spock, e trovare queil 10/20 milioni di dollari necessari alla produzione e il gioco è fatto!
No, sul serio, credo che un Nimoy a caso tornerebbe più in gioco per una cosa così che per essere il comandante di una nave di mostri, per quanto in brave new world, seppur pazzo, la sua recitazione fu uno dei pezzi forti delle due puntate (il suo parlare degli scacchi... o il suo ripetere a Walter "you're right right right!)

amyamy ha detto...

ciao,eccomi qui a recensire il capitolo 2, di nuovo complimenti per come hai giostrato gli eventi, riuscivo a visualizzare perfettamente tutti i personaggi:
Peter e Olivia prigionieri nello chalet di Walternativo e il ragazzo intento a studiare la macchina e capire come funziona, mentre Olivia cerca una via di fuga..L'osservatore che viene a far visita a Peter e Walter nell'altro mondo con Bell che cerca un modo per farli tornare, dando del pazzo a Walterntivo.. ho apprezzato le battutine e i momenti affettuosi tra i due ragazzi . ed ora che hanno trovata una falla sotterranea creata appunto da Settember ( cosi si chiama giusto?) sono curiosa di sapere cosa accadrà.. complimenti vivissimi e spero di poter leggere anche di Charlie e Lincon (quell'altro gran pezzo di figo)e che tutto finisca bene .. alla prossima :)

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