giovedì 18 aprile 2013

Fringe Fan Fiction - Capitolo 4 - I want to go home

Ed eccoci di nuovo qui ^^, sono fuori lo ammetto!





Capitolo 4

Liberty Island, Other Side

Walternate accese la luce nella cella di detenzione dove era tenuta Olivia Dunham dell'altro universo, la ragazza indossava una tuta grigia ed era rannicchiata in un angolo e non appena lo vide si mise a gridare “Ti prego, fammi uscire di qui, ti prego” il segretario la fissò a lungo impietrito, in un altro momento il dolore e lo smarrimento della donna non lo avrebbero toccato, ma la discussione con l'ex moglie lo aveva colpito anche se cercava di non darlo a vedere. Inaspettatamente cercò di intavolare una discussione con la ragazza “Da quando conosci mio figlio?”domandò in tono glaciale, l'agente Dunham avrebbe urlargli dietro di tutto, non era mai stata una persona razionale e pacata e per lei non sarebbe stato facile provare a discutere con calma, sorrise ripensando alle sue litigate con Harris, con Broyles, con Charlie e persino con Peter e quando il nome di quest'ultimo le passò per la mente si decise a parlare “Da quasi due anni” Walternate la fissò prima di continuare “Posso chiederti perché?” Olivia chinò la testa “Lavora come consulente civile dell'FBI insieme a suo...” l'uomo la interruppe bruscamente “Sono io suo padre, quell'uomo lo ha rapito alla sua vera famiglia facendoci impazzire di dolore e causando degli squarci così grandi nel nostro mondo da portarlo alla rovina, ma immagino che questo non te lo abbia detto. Immagino che si sia presentato come uno scienziato immacolato” l'agente Dunham sorrise amara “Il nostro Walter è stato rinchiuso in manicomio per diciassette anni dopo l'incendio al suo laboratorio che causò la morte della sua assistente Carla Warren. Non ho mai pensato che Walter fosse uno scienziato immacolato, ha fatto degli esperimenti su di me, su altri bambini e da quello che ne so anche... “ si fermò di botto rendendosi conto che se avesse proseguito avrebbe peggiorato la situazione, ma ormai era troppo tardi. Walternate aveva capito “Ha osato fare degli esperimenti su mio figlio???” La ragazza annuì mestamente “Come vede non siete molto diversi”a quelle parole il segretario ringhiò “Come osi paragonarmi a quel mostro?” Olivia ritrovò la sua sfrontatezza tutta d'un botto “I suoi soldatini hanno lanciato delle droghe a me e a suo figlio che chissà che fine ha fatto! Mi ha sedato per giorni in questa dannata cella! Mi spiega che differenza c'è tra lei e l'altro Walter? Perché io non la vedo” l'uomo si sentì pungere sul vivo, era riuscita a spiazzarlo così non avendo altri argomenti, spense di nuovo la luce e se ne andò lasciandola da sola.

Olivia sospirò pensando amaramente che la diplomazia non era davvero il suo forte, ma d'altro canto non si pentiva affatto di quello che aveva detto, tornò a rannicchiarsi in un angolo della cella cercando di concentrare la sua mente su qualcosa di piacevole e subito le apparve l'immagine di Peter. Sorrise e si aggrappò a lui, ai ricordi, a tutti ricordi che condividevano insieme.
Dintorni di Aspen, Other Side

Peter ed Alt Liv erano ancora l'uno di fronte all'altra, lui la fissava con una certa rabbia e lei ne era quasi intimidita, il giovane infine si decise a parlare “Che intendi dire che saresti tu la mia Olivia? Non venirmi a dire che ti sei innamorata di me dopo così pochi giorni, confessa che invece fa parte tutto di questa bella comeddiola che il grande segretario ti ha ordinato di imbastire” la ragazza scosse la testa “A dire il vero lui ritiene che sia la tua Olivia quella che recita. Dice che ti sta manipolando per metterti contro il tuo vero mondo” Peter ringhiò “Il mio vero mondo? Ma che diavolo ne sai tu di me? Ah certo, ora il grand’uomo si permette persino di insultare Olivia, di insultare la mia intelligenza credendo che non mi sarei mai accorto dell’inganno. Né tu né lui sapete niente di me e di lei! Niente!” Alt Liv lo guardò spaesata “Sì, hai ragione, ma di sicuro se ci mettiamo a litigare non riusciremo mai a trovare la via verso la città” Il giovane Bishop scoppiò a ridere “Come se non sapessi che hai il tuo telefono da cui puoi chiamare il tuo capo quando vuoi per farci venire a prendere” la ragazza per tutta risposta si levò l'auricolare, lo buttò per terra e lo schiacciò con i piedi “Soddisfatto?” Peter rimase davvero stupito del gesto “Cosa vorresti dimostrare con questo?” la giovane sorrise amara “Solo che non ho nessuna voglia di combattere una stupida guerra e voglio credere alla tua altra via, ma ti prego di trovarla in fretta perché sto iniziando ad aver freddo” Bishop Junior non potè non sorridere alla battuta “D'accordo” Alt Liv sorrise di rimando “Certo che ci sai fare con le donne, chiunque altro al tuo posto sarebbe stato felice di vedere che una donna cerchi di sedurlo, tu invece te la prendi” il giovane scosse il capo “Devi conoscere degli uomini da poco allora, Dunham, uomini che preferiscono accontentare il loro ego invece di avere rispetto di se stessi e della propria compagna di vita. E poi io non sono niente di speciale” terminò mentre riprendeva il cammino verso la città, Alt Liv si decise a seguirlo dopo qualche secondo di incertezza non potendo fare a meno di replicare “Questo è tutto da vedere Bishop”
Manhatan, Other Side

Walter aveva appena finito di leggere per la quarta volta il libro del Primo Popolo ed era sempre più sconvolto, tuttavia c'era qualcosa che gli sfuggiva, qualcosa che sembrava legato al particolare rapporto che legava Peter e Liv, in preda al nervosismo si mise a cercare nei cassetti della scrivania e dopo qualche minuto trovò alcune cartine e foglie scure, tagliate a pezzi, in silenzio si preparò la sigaretta ed iniziò a fumarla sperando che potesse schiarirgli le idee, solo che a metà fu interrotto dall'arrivo improvviso di September “Potresti arrivare in maniera più normale, mi hai fatto spaventare” l'osservatore fece una mezza smorfia “Non è il momento di usare dei farmaci, Walter. Devi mantenerti lucido e calmo” Il dottor Bishop si alzò e lo squadrò “Questa mi aiuta a mantenermi lucido e calmo, va bene? E non accetto lezioni di vita da un pezzo di ghiaccio” l'osservatore, imperturbabile come sempre, si sedette su una sedia “So che anche tu conosci Sam Weiss” a quel punto lo scienziato si irritò “C'è qualcos altro che sai della mia vita? Tipo quante volte vado a cagare?” September rispose in tono meccanico “Non è molto rilevante ai fini della mia inchiesta” Bishop Senior puntò il dito verso di lui “No, infatti, è più rilevante pedinare mio figlio ed Olivia da quando hanno cominciato a muovere i primi passi!” l'osservatore sospirò “Walter, perdere la testa non ti aiuterà e non aiuterà Peter. E' importante quello che debbo dirti su Weiss” Walter alzò gli occhi verso il soffitto “Sai benissimo che conosco quell'uomo da quando Belly ed io lo incontrammo ad un convegno su alcune civiltà sconosciute” September annuì “So che è in buona fede, ha un sacro timore della Macchina, come lo abbiamo tutti. Dopotutto si tratta di un dispositivo antico mai usato e non condanno quelli della mia razza che la pensano come lui, voglio solo impedire loro di invadere questo mondo e temo che lui possa dar loro informazioni su Peter ed Olivia.” Walter si alzò di scatto “Li stanno per rapire, vero?” September annuì di nuovo “Il problema è che Peter è con l'Olivia di questo universo e loro non so quanto siano in grado di capire la differenza” Bishop Senior ringhiò “Il problema sarebbe questo? Non che mio figlio possa essere rapito da una banda di scienziati con l'emotività di un ghiacciolo e la morale di Gengis Khan?” l'osservatore scosse il capo  dicendo in tono serafico“Il problema è anche che tu e l'altro Walter non fate altro che contendervi Peter come fanno due cani con un osso” quelle parole colpirono lo scienziato come uno schiaffo “D'accordo e mi dici cosa potrei fare?” September disse ancora in tono calmo “E' molto semplice, provare a cercare a dialogare” Walter sospirò “Con quel mostro?” Bell entrò in quel momento nella stanza “Perché no? Dite le stesse cose!” il suo amico lo squadrò “E perché dovrei?” Bell alzò un sopracciglio “Pensa a cosa farebbe Peter”
Boston, Massive Dynamic, This Side

Nina Sharp leggeva e rileggeva il rapporto che Bell le aveva mandato qualche giorno prima, la situazione era sempre più precaria, i due universi erano entrati in rotta di collisione e forse Peter sarebbe stato costretto ad usare la Macchina per distruggere uno dei due; la donna si passò la mano sulla fronte, bevve un bicchiere stracolmo di acqua e provò a calmarsi, forse Sam aveva ragione, forse dovevano accettare l'aiuto di quelle persone. Prese un telefono un po' particolare che invece dei numeri aveva dei segni antichi, li digitò e poco dopo dietro di lei comparve un uomo tarchiato in completo scuro “December, ho deciso di accettare la vostra collaborazione” il capo degli osservatori  si mise una mano sul cappello ed annuì “Grazie signora Sharp. Ha fatto una scelta saggia” Nina si alzò ed andò a stringergli la mano “Da quello che ho capito non siete in grado di trovare Peter Bishop ed Olivia Dunham senza il vostro collaboratore September. Io posso dirvi dove sono, ma deve darvi la sua parola che non farà loro del male” December annuì “Certamente” La Sharp sorrise “Da quello che ne so sono nei dintorni di Aspen nell'altro universo, ma è possibile che quella che è  Peter non sia l'Olivia che cercate. E' possibile che la nostra Olivia Dunham sia prigioniera a Liberty Island” December assentì “Grazie”replicò in tono glaciale, si voltò ed attraversò  lo spazio tempo.
Dintorni di Aspen, Other Side

Peter ed AltLiv erano ormai arrivati alle pendici della montagna, erano sfiniti e una parte di loro avrebbe voluto chiamare Walternate per usare i suoi potenti mezzi per arrivare a Liberty Island, il giovane si lasciò cadere su una panchina ghiacciata “Forse non è stata una grande idea distruggere quell'auricolare. Dimmi che ne hai una di scorta” la ragazza scosse la testa “Temo di no” ma non appena finì di parlare vide spuntare davanti a se svariati uomini in completo anni 50 che si dirigevano con fare minaccioso verso di loro, subito si voltò verso Peter “Amici tuoi?” Bishop Junior assentì “Temo di sì, anche se non so per...” le ultime parole gli morirono in gola dato che sia lui che l'agente Dunham di quell'universo furono colpiti da due dardi.
Liberty Island, Other Side

Walternate, dopo una lunga riflessione, aveva deciso di tornare a parlare con Olivia Dunham dell'altro universo, era un uomo orgoglioso e testardo però sapevano riconoscere quando gli altri avevano ragione così stava tornando verso la sua cella solo che quando stava attraversando il corridoio vide spuntare dal nulla molti uomini vestiti in stile anni 50, provò a chiamare la sicurezza, ma fu colpito dal calcio di una pistola e crollò esanime a terra mentre quegli uomini prelevavano Olivia dalla sua cella stordendola anche lei con un sonnifero.




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