mercoledì 14 novembre 2012

Fringe FF: Capitolo 4 The Tin Man Finds His Heart




Capitolo 4

Rientrai nel mio tempo alcuni giorni dopo, nessuno si sarebbe accorto di nulla, ma dovevo assolutamente aiutare quella famiglia a fermare la parte turpe della mia razza, sapevo che avrebbero potuto farlo perché con loro c'era il ragazzo.
Quello che mi turbò di quei pochi giorni nel 2016 è che tutti loro parevano conoscermi, soprattutto il ragazzo che continuava a chiedersi perché lo avessi salvato al lago Reiden.
Anche la donna che lui amava, Olivia, si domandava di continuo se la mia premonizione sulla sua morte fosse ancora valida.
I loro pensieri mi deconcentravano così chiesi ed ottenni di rimanere da solo con il padre del ragazzo, il dottor Bishop, in modo da spiegargli al meglio sia come rendere efficace il mio piano sia come nasconderlo poi con assoluta calma partizionai la sua memoria perché sapevo che Loro avrebbero cercato di leggergli dentro.

Rientrai nel mio tempo dopo un'ultima occhiata furtiva al ragazzo ed alla donna che amava, lui continuava ad essere totalmente inconsapevole del suo destino eppure leggevo nel suo io profondo che aveva già fatto qualcosa di incredibile.
Un ponte tra universi.
Nel 2609 nessuno si era accorto del mio viaggio nel passato, ero stato bravo a nascondere le mie tracce anche se non riuscivo a fidarmi totalmente dei miei colleghi scienziati, in particolare di uno dei più giovane, March.
Aveva qualcosa che mi turbava.
Sembrava realmente privo di emozioni.
Alcuni anni più tardi dopo la mia sortita nel 2016 December ci convocò per portarci di nuovo indietro nel tempo, spiegando che avremmo assistito a qualcosa di miracoloso, qualcosa che avrebbe fatto capire a tutti noi quanto il ragazzo fosse importante non solo per noi.
Arrivammo nel 2011, nel maggio 2011, a New York mentre era in corso una tempesta di lampi sia nell'universo dove risiedeva il Ragazzo che nell'altro: December ci spiegò che ciò era avvenuto perché il Walter Bishop dell'altro universo aveva attivato il Vacuum usando il sangue del nipote Henry, nato dalla relazione con la loro Olivia Duhnam.
Quelle informazioni, per me, non significarono nulla, tranne quelle sul Vacuum, nessuno avrebbe dovuto toccarlo, tranne lui, non andava bene, lo sapevo.
Mi posizionai non lontano dall'enorme statua bianca riuscendo ad isolare la mia mente dagli altri, finendo per entrare nella mente del ragazzo, vivendo con lui il suo viaggio in un 2026 che nessuno di noi aveva mai visto.
Un 2026 dove l'altro universo era stato distrutto e questo stava morendo.
Sentì l'angoscia terribile del giovane, la sua paura di essere la causa di tutto, la sua voglia di fare una scelta impossibile e poi di sparire per non far morire quella donna, a cui teneva sopra ogni cosa.
Non avevo mai sentito una sensazione tanto forte, mi sentì invadere da tutto, quasi scuotere.
Era quello che loro chiamavano Amore.
Dentro di me pensai che avrei potuto usare quella cosa per avere il Ragazzo finalmente nel nostro tempo, nessuno si sarebbe accorto di nulla.
Entrai ancora più di prepotenza nella sua mente e gli parlai anche se sembrava che fossimo seduti su una panchina vicino ad un lago.
Lui era stanco, vecchio e con la barba incolta, ma quella strana luce non se n'era andata.
-La Macchina ubbidisce solo a te... lei sente ogni tua emozione, ogni tuo sentimento, ogni tuo desiderio e lo rende reale. E' fatta solo per te. Tu puoi fare qualunque cosa.
Mi fissò a lungo prima di rispondere – Posso dunque fare una scelta diversa e salvare tutti?
Annuì in silenzio impedendogli di vedere se stesso più giovane in compagna della sua Olivia, del piccolo Henry, di Walter, dell'altra Olivia e dell'altro Lincoln
-Li amo sopra ogni cosa. Farei di tutto per loro
-Era ciò che volevo sentirti dire.
Uscì dalla sua mente, non c'era bisogno di dire altro, quando ritornai Il ragazzo aveva creato il ponte ed era scomparso davanti alla vista di tutti, portandosi via anche il suo ricordo.
Od almeno così credevo.
-Avevi ragione, non si ricordano di Peter esordì December fissandomi con orgoglio
-E perché dovrebbero? Non è mai esistito risposi serafico.
Sapevo dove era finito.
Nel 2609.
Nel nostro tempo.
E li sarebbe rimasto per sempre.
Almeno questo era ciò che avevo fatto credere ai miei colleghi.
Il mio piano era totalmente diverso e nessuno di loro mi avrebbe fermato.
Nessuno.
La notte seguente, mentre loro ancora dormivano, non lontani da dove stavano tenendo il Ragazzo ignaro di tutto, rientrai nella nostra macchina del tempo anche se avrei dovuto definirla wormhole ed ancora una volta digitai una data diversa.
Stavo per partire quando mi accorsi di non essere solo.
Mi voltai notando che December, August ed October erano con me.
December fece un mezzo sorriso
-Gli altri non devono sapere.
Annuì in silenzio mentre la Boston del 1985 dell'altro universo apparve davanti ai nostri occhi.

1 commento:

Laura ha detto...

Lo leggo con ritardo per i soliti problemi agli occhi...
Eeeehhhh con questo capitolo mi perdo: bello ma... non ci ho capito molto, anzi praticamente niente.
Quanto mi è piaciuta quella frase "mi sentii invadere da tutto"! Mi ha molto colpita, la trovo potentemente espressiva.

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