martedì 22 novembre 2011

La Rivolta dei Bishop - La mia parodia di Fringe



Buona sera a tutti!
Oggi due post perché ho un secondo racconto, stavolta su Fringe, un'altra delirante parodia strapiena di SPOILER, in particolare della Terza e della Quarta Stagione!


La Rivolta dei Bishop

A grande richiesta arriva purtroppo per voi la parodia di Fringe.
Questa follia nasce dal mio … come vogliamo definirlo?
Stupore? Malcontento?
 Direi entrambi!
Per cosa direte voi?
Per l’assurdo finale della Terza Stagione
E a giudicare dalle reazioni del Fandom credo che i miei siano sentimenti condivisi!
Perciò, in attesa dell’ottavo episodio della Quarta Stagione che in teoria dovrebbe rimetterci in carreggiata ( e Abrams sa benissimo che se non lo farà verrà picchiato selvaggiamente da un mandria imbufalita di tutti i fan del mondo),
eccovi questo nuovo delirio della mia mente malata.
Buon divertimento!




Primavera 2010, Boston.

Walter Bishop passeggiava nel suo laboratorio mentre mangiava frittelle allo yogurt e beveva succo di pomodoro, trovati su un cadavere imputridito di quattordici settimane e cinque giorni, che era stato sventrato da una bestia enorme, una sotto specie di ibrido rispuntato per magia dalla prima stagione.
Nessuna di queste cose stupiva il nostro buon dottore né il suo mirabolante staff abituati com’erano a:
resurrezioni, cadaveri che parlavano, universi paralleli, identità doppie e malefiche e imbecilli allo stato brado, difatti purtroppo nessuno aveva ancora pensato ad uccidere Harris, mentre purtroppo il buon Charlie giaceva stecchito da ormai dodici mesi.
Nessuno aveva gradito questa dipartita, all’epoca si era provato di tutto per far resuscitare l’ex capo di Olivia, ma purtroppo niente, il poveretto, che pure era sopravvissuto all’infezione di schifose larve dell’ibrido di cui sopra, era proprio defunto.
Invece l’ibrido era resuscitato, forse era l’ennesimo regalo di quel simpaticone di Walternate, che non si rassegnava al fatto che suo figlio preferisse stare nel nostro universo piuttosto che avere a che con un padre nazistoide e sociopatico: del resto c’era forse qualcuno che poteva dar torto al povero ( e diciamolo pure ) fascinoso Peter?
Voi chi scegliereste tra un novello Hitler e uno che parla di torte al caffè, che fa esperimenti con orecchie nelle frittate e liquido seminale di babbuini?
Appunto.
D’altro canto il nostro giovane Bishop in quest’ultimo anno ne aveva passate un po’ troppe, tra le tante è bene ricordarsi il terrificante scambio di persona tra la sua Olivia e quella dellà, la simpaticona di Bolivia, che pur non conoscendo per niente il nostro buon Peter, si era intrattenuta volentieri con lui talmente tanto da farsi mettere incinta.
La qual cosa era stata poco gradita alla nostra Olivia che probabilmente avrebbe voluto fare polpette dell’altra sua stessa e noi con lei, anche perché dopo averci fatto attendere quaranta episodi ( dico quaranta eh!) per questo dannatissimo primo bacio tra lei e il bel ragassuolo di cui sopra, il simpaticone di Abrams aveva pensato bene di effettuare lo scambio di persona tra le due Olivia scatenando l’ira dell’Oliva deqquà che aveva ringhiato come un doberman all’indirizzo del suo autore tanto che, dopo mirabolanti casini, questi aveva deciso di riunire la coppia sovrana dello show, evitando di farci fare la fine di Bones e Boothe che sono nove stagioni che non hanno ancora fatto niente e stanno lì a sospirarsi addosso come due adolescenti.
Le cose, comunque, si erano quietate, Olivia e Peter, dopo un iniziale battibecco, avevano finalmente deciso di intrattenersi a vicenda anche in considerazione del fatto che Peter aveva dovuto accettare con sua somma gioia un braccialetto elettronico che non solo ne segnalava gli spostamenti, ma suonava come un ossesso se lui si trovava vicino a Bolivia e per vicino si intende sotto i cinquanta chilometri… in linea d’aria peraltro.
La qual cosa piaceva molto anche a Walter che poteva così controllare meglio il suo adorato figliuolo, anzi di nascosto aveva manomesso il segnale, in modo che l’affare suonasse anche in presenza di Walternate e per presenza si intende quei dodici tredici chilometri… sempre in linea d’aria.
Il nostro adorato scienziato pazzo, dopo il succulento pranzetto di cui sopra, si era messo a lavare la sua adorata mucca insieme ad Astrid, che faceva i salti dalla contentezza per questo nuovo lavoro, però non si poteva lamentare: aveva latte fresco tutti in giorni, certo l’odore di letame faceva un po’ schifo, ma bisognava accontentarsi.
In quel mentre entrò Peter, con la sua solita aria da grillo parlante solo moolto corrucciata il tutto perché stava leggendo la posta che gli arrivata quella mattina presto.
“Walter, ho bisogno di te”
“Che c’è figliuolo, tutto bene?”
“Temo di no” replicò il ragazzo leggendo per l’ennesima volta i fogli che aveva in mano: forse aveva capito male.
“Che succede? Il braccialetto non funziona?”
“Che ne sai di te braccialetto?” rispose il giovane senza la solita veemenza però e questo stupì non poco Walter che bloccò immediatamente il lavaggio della sua mucca e corse verso il figlio.
“Niente, niente … dimmi cosa succede?”
Peter lo scrutò: doveva fargli leggere quella roba? Sarebbe andato fuori di matto, avrebbero corso il rischio di farlo finire di nuovo al Saint Clare. Poi riflettendoci su si rese conto che in ogni caso suo padre avrebbe letto quei fogli presto o tardi.
Che fare dunque? Doveva prendere la sua posta? A salvarlo dalla situazione imbarazzante arrivò la sua compagna che, dopo gli ultimi avvenimenti, aveva perso la sua solita faccetta incazzosa, in cambio di un bel sorriso luminoso come il sole di primo mattino e ciò la rendeva ancora più bella ed affascinante.
Vedendola così, Peter si dimenticò per due secondi del problema che stava affrontando, le stampò un bacino in bocca, un pochino lussurioso, con sommo orgoglio di suo padre e somma gioia di Astrid, poi la trascinò in una stanzino laterale per comunicarle l’incresciosa notizia.
“Che c’è Peter?”
“Hai letto la posta?”
“Non ho avuto tempo. Qualche problema?”
Il giovane Bishop le allungò i fogli, lei li lesse velocemente poi diventò blu.
“E’ impazzito quello???! Io lo vado a sventrare!”
“Calmati, tesoro, Walter ancora non sa niente!”
“E che aspetti a dirglielo?” ringhiò lei.
“Temo che non la prenderebbe bene”
In quel mentre entrò Walter con il suo solito sorriso da cucciolone bisognoso di affetto.
“Se avete intenzione di avere dei bambini per me va benissimo, non vedo l’ora”
A quelle parole Olivia divenne ancora più blu, ricordandosi che la sua rivale aspettava un bimbo da Peter, il quale invece era sempre più sul verdognolo.
“Qualcosa non va?” insistette il vecchio Bishop guardando ora il figlio ora la futura nuora.
“Tutto bene” provò a farfugliare Peter che stava per esplodere anche lui.
“Non va affatto bene, quell’idiota di Abr…” iniziò a dire Olivia, le cui labbra furono serrate da Peter, che aveva assunto i colori dell’arcobaleno.
“Niente papà vai”
“Papà? Ti senti bene?” domandò lo scienziato sempre più stupito. “Prima mi chiami preoccupato, ora blocchi Olivia e nel contempo hai un colore niente affatto sano: per caso hai mangiato la roba che avevo messo nel frigo ieri sera?”
“Quale roba?” domandò il ragazzo felice di poter cambiare argomento e nel contempo un tantinello preoccupato.
“Ma, no niente, era un esperimento sulle formiche rosse giganti solo che somigliava un po’ ad una frittata con i mirtilli”
Peter deglutì, ricordandosi di aver assaggiato la presunta frittata la notte scorsa durante i suoi raid notturni al frigo mentre Olivia dormiva stanca e sazia nel suo bel lettone.
Il giovane Bishop però si rese conto che in fondo le formiche rosse erano un piccolo problema al confronto di quella roba scritta sui fogli e furono queste riflessioni a farlo decidere sul da farsi.
“Leggi qui!” disse allungandogli i fogli mentre liberava dalla sua morsa la fidanzata.
L’uomo li prese, li lesse velocemente, poi li rilesse, poi li ri-rilesse e li ri-ri-rilesse, dopo quattrocento letture aveva gli occhi rossi e il colore di una rana che aveva appena partorito un coccodrillo.
Il povero Peter pensò che forse non era stata una grande idea dirglielo… oppure sì?
“Dov’è?”
"Chi?"
“Quel fiio…”
“Ehm Dottor Bishop siamo in fascia protetta” intervenne Astrid.
“Io pensavo andassimo in onda sulla tv via cavo a tarda notte dopo il calo degli ascolti” replicò l’uomo guardandola dubbioso.
“No, no siamo sempre in prima serata solo al venerdì” disse il figlio “Ma dopo quella trovata lì temo che finiremo veramente sulla tv via cavo e in ventesima serata!”
“Difatti” brontolò Walter, che, dopo averlo fissato a lungo, lo prese e lo abbracciò rischiando di stritolarlo “No, no, non posso perderti, il mio adorato bambino” singhiozzò il poveretto.
A quel punto, Peter scoppiò a piangere affranto
“Ma come si fa a scrivere che non sono mai esistito?” farfugliò lasciandosi cullare dall’abbraccio paterno.
Olivia, intanto, era anch’ella scoppiata a piangere in un angolo, cullata da Astrid, la quale non era in una situazione migliore.
“Certo che sono ben fortunata in amore, il primo viene ucciso, il secondo, dopo avermi tradito con l’altra me stessa, non è mai esistito”
A tutti loro si unì il coro affranto ed incazzoso di milioni e milioni di fan, che dopo aver letto i primi spoiler, avevano iniziato a mandare minacce di morte anonime ad Abrams, la cui posta divenne, in poche ore, più intasata di quelle della Casa Bianca e della Cia messe insieme.
Dopo un pianto greco durato una settimana, i nostri eroi si rimpinzarono di schifezze inimmaginabili, per farvi capire il livello al confronto il cibo dei McDonalds poteva essere considerato roba macrobiotica.
Finito il banchetto i nostri partirono per uno degli studi di Los Angeles, dove si era asserragliato Abrams, circondato da ventimila guardie del corpo e tiratori scelti anche perché ormai le minacce avevano superato il livello di guardia, erano infatti a livello 5 per pericolosità nazionale, roba che al confronto Al Qaida poteva essere considerato un gruppo di studentelli innocui.
Walter, Peter, Olivia, Astrid, Rachel, Ella ma pure Broyles, Nina, Harris ( !) , il novello Charlie redivivo ( c’erano voluto i deliri di Abrams per riportarlo finalmente in vita), Walternate, Jones e Bolivia nonché la mucca che muggiva inferocita marciarono compatti insieme allo squadrone di fan della serie incazzati come pantere e armati come i marines durante la guerra del golfo davanti allo studio al grido

“Peter deve esistere!” urlato a squarciagola anche dai megafoni e dai microfoni delle ottocentomila stazioni televisive, radiofoniche e canali web accorse a filmare l’evento.
Dopo tre giorni di assedio l’autore fu preso per fame ( il poveretto si era ridotto a mangiare le schifezze delle macchinette e bere del reale liquido seminale di babbuini), mettendo fuori una grande bandiera bianca.

“Sono disposto a trattare!” pianse disperato il povero J.J. sconvolto da quella moltitudine imbestialita. “Basta che mi portiate del cibo vero e sano!”
I tre protagonisti principali entrarono nei palazzi del potere osannati dalla folla come eroi di guerra che cantava festosa per la riuscita della sua manifestazione.
Quando finalmente furono a faccia a faccia con Abrams questi si era nascosto dietro ad un tavolino del suo salottino privato.
Walter e Peter gli lanciarono dei pancake fatti in casa ( ma andati a male), il nostro li divorò con passione, tale era la sua fame, intanto Olivia lo scrutava rabbiosa.
“Allora cos’è quest’idea balorda?” iniziò la donna mentre i due Bishop si guardavano complici.
“E’ che… è che … niente pensavo fosse più originale …” provò a dire lo sceneggiatore al che Walter lo prese per il bavero strattonandolo
“Originale? Far sparire mio figlio? Ma ti ha dato di volta il cervello? E’ l’unica cosa che mi è rimasta e me la porti via! Sei senza cuore!” urlò Walter con uno sguardo allucinato.
“No … no … ma … “ farfugliò il poveretto che fu lanciato su uno dei divanetti in un angolo.
Peter gli si avvicinò e li prese anche lui per il bavero
“Ma ti pare che io non esisto???” ringhiò furioso il giovane Bishop.
“Perché non ci diamo tutti una bella calmata, che ne dite? Ci facciamo portare da fuori del buon the e dei bei pasticcini e ne parliamo con calma” fece con un sorriso benevolo l’uomo non sapendo che pesci pigliare.
“Niente the e niente pasticcini. O tu cambi quella roba o mi rifiuto di lavorare!” dichiarò Olivia sfidandolo
“Anche io” provò a dire Peter rendendosi conto che la cosa era inutile al che suo padre disse
“Pure io!”
Abrams li fissò preoccupato
“State scherzando?”
“No” dissero in coro il vecchio Bishop e la quasi signora Bishop Jr.
“Ma io come faccio a far continuare lo show? Ho bisogno di voi!” piagnucolò J.J.
“E noi abbiamo bisogno di Peter” dissero il quasi suocero e la quasi nuora.
Peter sorrise soddisfatto stravaccandosi sul divano e prendendo a fumare un bel sigaro.
“Da quando fumi? Non ricordo una cosa del genere e ti ho creato io”
“Ci sono tante cose che non sai di me e di noi come vedi” fece Peter assaporandosi con piacere il sigaro. “E poi avevi detto che eri disposto a trattare”
“Va bene, va bene… solo che c’è un problema ragazzi” affermò l’uomo.
“Sarebbe?”
“Ho già venduto il finale della terza stagione agli sponsor e ai produttori, temo che non potremmo cambiarlo”
I tre ringhiarono inferociti avvicinandosi all’autore che retrocedette impaurito.
“Ma … ma … posso fare tornare Peter nella quarta. Sistemerò tutto vedrete, solo ci vorrà un po’ di tempo” balbettò l’uomo ormai con le spalle al muro anche perché i due Bishop e la Durham gli avevano puntato, tutti e tre insieme, una magnum quarantaquattro, una sul cuore, l’altra sul fegato e l’ultima al basso ventre.
“Quanto?” domandarono i tre.
“Venti episodi”
I due uomini e la donna levarono la sicura.
“Quindici”
E davanti a quell’affermazione misero il colpo in canna.
“Otto?” deglutì l’uomo bianco come un panno lavato.
“Vada per otto, ma non una di più, solo che Peter deve tornare da subito” dichiarò solennemente Walter mentre gli altri due si allontanarono rimettendo la sicura e abbassando le armi.
“Ma veramente …” provò a dire J.J.  però i tre rialzarono le magnum al che l’autore alzò le mano disperato “Va bene, mi arrendo, mi arrendo”
E fu così che Peter scomparve alla fine della Terza Stagione per poi riapparire nella quarta, i cui primi episodi furono un tale strazio da far colare a picco gli ascolti, anche perché Olivia e Walter avevano assunto il calore umano pari alla temperatura più bassa del Polo Sud.
I fan più stoici, tuttavia, resistettero sicuri che nel Gennaio 2012, nel famigerato episodio Otto, le cose sarebbero tornato a posto.

Fine

3 commenti:

ImpiegataSclerata ha detto...

BUAHAHAHAAHAHHAHAHAHAHAHAHA.
Bellissima, troppo azzeccata.
Complimenti

Silvietta ha detto...

Grassssssssssssssssssssssieee^_^ e speriamo che veramente a gennaio si sistemino le cose, se no la marcia dei fan ci sarà veramente!
Silvia

Anonimo ha detto...

Molto carina!! Io sinceramente ho trovato più divertente e scorrevole quella di Sons,e te l'ho detto tranquillamente :P però nel complesso m'è piaciuta molto anche questa,brava!! Che poi hai scritto una cosa molto vera: secondo me i fan faranno una sollevazione popolare se Abrams continua così! -_-
Simona.

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