venerdì 18 marzo 2011

"Uomini di Dio" di Xavier Beauvois

Uomini di Dio
[Des hommes et des dieux , Francia, 2010, Drammatico, durata 120']   Regia di Xavier Beauvois
Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Roschdy Zem, Jacques Herlin, Sabrina Ouazani, Goran Kostic, Philippe Laudenbach, Xavier Maly.


Mio Voto: 3 Stelle e Mezzo


Mia Recensione con spoiler:


Ho recuperato questo film sempre grazie al Cineforum del mio paese.
Mi aspettavo un film stracolmo di retorica su uomini tutti d'un pezzo, che fanno, dicono e pensano la cosa giusta.
Grazie a Dio non è stato così.
Particolare abbastanza curioso questo film ha in comune due cose, con "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti:
1-Racconta la vita semplice e vera di un villaggio senza nessuna retorica e nessun buonismo, mostrando i lati umani e fragili di ogni singolo personaggio.
2-Vi è un forte messaggio di pace e speranza, malgrado la tematica dura e la violenza.
Tuttavia è meglio andare con ordine.
Questa pellicola di Xavier Beauvois, che ha ricevuto giustamente il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2010, racconta la storia di un gruppo di monaci trappisti di un piccolo villaggio dell'Algeria, poco dopo l'annullamento delle elezioni del 1991 .
La tensione, venutasi a creare per quell'evento, sfocerà in una sorta di guerra civile tra governo corrotto e terroristi, con la popolazione nel mezzo.
E questa è la differenza fondamentale tra questo film e quello di Diritti se i partigiani del suo film, avevano commesso qualche atrocità, non mancavano comunque di proteggere la povera gente, il loro scopo primario era liberare l'Italia dal fascismo e dall'invasore straniero, qui è difficile trovare qualche serio idealista tra coloro che combattano il governo corrotto, anche perché, viene da chiedersi cosa serva sterminare gli stranieri.
Va da se che per fortuna il film non è un attacco all'Islam, anzi il regista ha il coraggio di mostrarci la vera essenza dell'Islam, facendo una netta divisione tra veri musulmani e terroristi, l'Islam vero è una religione di pace, di rispetto reciproco e di saldi principi morali, il primo dei quali è non uccidere perché secondo il Corano, come ci racconta un Iman, "Chi uccide va all'inferno".
E ricorda come in Europa si combatta per avere il velo, mentre da loro la gente comune, anche se molto credente, non lo vuole.
Per i musulmani moderati, anzi per i veri musulmani, i terroristi non hanno mai letto il Corano e non lo rispettano.
Viene proprio da credergli considerando l'affetto e la stima reciproci che nascono tra i frati trappisti e la comunità musulmana, un affetto sincero, leale, i primi arrivano ad imparare il Corano, mentre la comunità musulmana li invita sempre alle loro feste, lavora con loro, compra il loro prodotti, li considera il proprio punto di riferimento.
E' bellissimo come i frati non si sentano mai superiori alla gente del villaggio, al contrario, li considerano i loro fratelli, c'è uno scambio vicendevole, sul totale ed assoluto piano di parità.
In questo clima idilliaco, eppure molto realistico e veritiero(bellissime le scene del mercato del villaggio in mezzo al quale c'era la bancarella dei frati: era un favoloso miscuglio di etnie e colori), arrivano il governo corrotto e i terroristi.
Un governo corrotto frutto della scellerata politica coloniale della Francia che ha devastato il paese in tutti i modi possibili e immaginabili, lasciandolo nella povertà più assoluta e fomentando, con i suoi crimini, il terrorismo.
L'unica cosa giusta che dice il prefetto corrotto durante il film è infatti "La colpa è del colonialismo europeo".
Detto questo, comunque, i terroristi si dimostreranno più umani del governo e dell'esercito "regolare" dato che quantomeno, avranno una sorta di strano rispetto per la comunità dei frati trappisti.
Ora però parliamo di loro.
Nove frati, ognuno diverso dall'altro.
Abbiamo Christian che sente su di se la responsabilità di essere il padre superiore ed è quindi costretto, a volte, a celare dubbi e paure, che vengono fuori nelle sue camminate solitarie sotto la pioggia.
Poi il c'è Fratel Luc, che fa da medico a tutti quelli che arrivano al convento, senza chiedere mai cosa facciano e chi siano, lui pensa solo a guarire le ferite del corpo e dell'anima, difatti da lui vanno a confidarsi diversi ragazzi e ragazze.
Spiccano poi il fratello più anziano, fratel Amedè, che aiuta come può Luc nel suo difficile compito e spinge sempre il gruppo alla riflessione e Fratel Michel(mi pare sia lui), quello che si farà prendere da mille angosce nel momento più difficile, insieme ad altri, arrivando a rischiare di perdere la fede.
Ma alla fine tutti e nove i frati dimostrano di avere paura, chi in un modo, chi in un altro, sono tentati di andare via, di mettersi al sicuro e chi potrebbe dar loro torto?Io non mi sentirei di accusarli di vigliaccheria, proprio no, solo di legittima voglia di vivere.
E quando sceglieranno di restare, di non abbandonare la propria gente, sarà una scelta che è arrivata dopo mille sofferenze, notti in bianco, dopo aver visto varie volte in faccia la morte, in mille modi diversi.
Sette di loro saranno rapiti e barbaramente uccisi, in nome dell'odio, ma fino alla fine ricorderanno che l'Algeria è pieno di belle persone e l'Islam vero non c'entra con i terroristi.
Un messaggio bello, difficile anche per me, non lo nego, anche se ho diversi amici musulmani che sono simili alla gente del villaggio, a volte ho avuto timore che l'Islam moderato non esistesse, poi sento le voci di queste persone, le loro idee, sento le musiche che ci suonò un Iman in università e allora penso: ha ragione Fratel Christian.
L'Islam vero è religione di pace, è amore.
E possiamo essere tutti fratelli, religiosi e non, credenti(di tutte le fedi ndr) ed atei anche e soprattutto in nome della diversità.
L'unico difetto che mi sento di trovare a questo film è che po' ridondante, prima del rapimento, il lungo primo piano su tutti i frati, durante l'ultima cena insieme, ma credo sia stato giusto farlo così: è uno struggente e sereno commiato dei protagonisti.
Da rimarcare la colonna sonora, soprattutto i canti gregoriani cantati dai frati veramente di atmosfera che rendono al meglio la fede profonda e sincera di questi uomini in Gesù Cristo, che, attraverso questi canti, pare accompagnarli sempre con il suo amore.
Molto azzeccata la scelta anche della musica durante l'ultima cena insieme, ovvero "Il lago dei cigni" di Tchaikovsky.




12 commenti:

Mauro ha detto...

Mi permetto un commento (non sul film, non avendolo visto).

L'Islam è una religione di pace, scrivi. Vero, nulla da dire.
Però a parole tutte le religioni sono religioni di pace... ma tutte si dichiarano come l'unica vera religione, sottintendendo che tutte le altre religioni siano sbagliate, quindi vadano combattute.

E questo vale per l'islam, per il cristianesimo, per l'ebraismo, per l'induismo e per tutte le altre religioni.

Insomma... la sostanza è che le varie religioni sono sì religioni di pace... di pace eterna per chi appartiene alla religione "sbagliata"...

Saluti,

Mauro.

Cavalier Amaranto ha detto...

Me lo guardo...Veciamo che viene fuori!!

Silvietta ha detto...

@Mauro=capisco cosa vuoi dire, sul serio, ma non lo condivido, non del tutto. Se si guarda a fondo, nessuna accusa veramente l'altra di essere sbagliata né che vadano combattute. Tra le altre cose, per esempio, nel Corano c'è un pezzo che non conoscevo che dice "Incontrerete degli amici, tra gli altri, i Cristiani".
E anche la Bibbia parla di amicizia con altri popoli, per esempio, in un salmo viene detto che Dio si ricorderà dell'Egitto e di Babilonia come coloro che lo hanno riconosciuto.
Poi è chiaro, a tutti i libri delle religioni si può far dire tutto e il contrario di tutto, ma resto sempre dell'idea di Giovanni XXIII "Cerchiamo ciò che ci unisce e non ciò che divide" che penso che si possa interpretare anche come "Non mettiamoci in cattedra, abbiamo tante cose in comune, non facciamoci guerra"... che devo farci?Sono un'inguaribile ottimista.

@Cavalier Amaranto= Sono contenta che vuoi vederlo!Fammi sapere!

Silvietta ha detto...

P.s: e poi Mauretto, non stiamo a pensar male di tutto su su, un po' di sano ottimismo fa bene. Se riuscivano ad averlo pure questi qui che erano stati condannati al macello;)

cik ha detto...

credo che qualsiasi recensione serva ad iniziare un confronto o ad invogliare chi legge a vedere il film se non già visto...Faccio questa premessa perchè la tua mi ha invogliato...ed io di film ne vedo pochi e cerco quelli che non mi impegnato più di tanto....un film mi serve per rilasciarmi...quasi come un bel libro.....Questo lo vedrò per vedere anche se quello che hai "visto" tu è visibile anche a me.....Ricordo delle parole detta da Pasquale Scimeca intervistato per il suo film Malavoglia.... ""Il cinema ha perso la sua componente artistica....è divenuto marketing.....mistificazione della realtà...."" Logicamente ci sono ancora registi che resistono a questa spinta....ma è difficile....Ciao Silvietta...sei sempre una bella penna !!! Felice domenica !!! bigi

Silvietta ha detto...

Grazie Bigi!Concordo il cinema di oggi è più marketing e meno arte, sono pochi i film che fanno pensare e riflettere!Sono contenta di sapere che la mia recensione ti abbia stimolato a vederlo!Buona primavera

Anonimo ha detto...

Devo assolutamente vederlo questo film, dalle mie parti è stato sostanzialmente boicottato, nessun cinema se l'è filato...


complimenti per il restyling del blog!
baci,
Madda

Silvietta ha detto...

Cara Madda che bello rivederti sul mio blog!Bah, come sempre i film piccoli e particolari sono trattati male: sono contenta che anche tu lo apprezzi molto!
E grazie per i complimenti^_^ per il restyling!
Baci, Silvia

AlexPortman80 ha detto...

Ancora non sono riuscito a vederlo questo ma appena lo danno in una rassegna o in tv lo recupererò di certo. Molto ben argomentata cara Silvia la tua recensione e molto interessante anche i commenti che sono seguiti. Parlare di religioni infatti è molto complesso, la fede è un bisogno che una parte delle popolazioni un po' di tutto il mondo ha sempre avuto e per questo non vedo perchè bisogna combatterle. Il problema però c'è perchè sono sempre state fonte di guerre e massacri, dalla notte dei tempi fino ad oggi, e questo sembra proprio inevitabile: oggi parliamo dei musulmani, una volta erano le Crociate, ad esempio. Per me poi le missioni di pace o umanitarie non dovrebbero mai diventare evangelizzazione o indottrinamento: la religione, la spiritualità, devono rimanere un percorso individuale per coloro che decidono di intraprenderlo. Invece a volte la religione è ormai troppo presente nella vita politica e sociale, è diventata un'azienda e spesso è presa in mano come un'arma da chi comanda per obbligare il popolo a fare tutto quello che vuole. Bisognerebbe fare un passo indietro... Ciao!

Silvietta ha detto...

Caro Alex, prima di tutto grazie per il commento, in secondo luogo, sono d'accordo con te che le missioni di pace non debbano essere indottrinamento, ma non confondere la cosa con l'evangelizzazione, che in teoria(almeno a seguire quello che dice il vangelo)"è parlare con la vita e non con le parole". Vedendo questo film si capisce come per fortuna molti frati sappiano farlo il passo indietro e così pure i musulmani per cercare il vero dialogo. Un caro saluto, Silvietta

Gianni SV66 ha detto...

Ciao Silvia, concordo con la tua recensione (tranne che nella valutazione sull'ultima cena dei frati, io ho trovato quella scena meravigliosa). Comunque ne ho scritto una recensione dettagliata a cui ti rimando:
http://www.film.tv.it/film/42438/uomini-di-dio/opinioni/562435/

Un saluto e buone visioni

Silvietta ha detto...

Ciao Gianni, scusa se rispondo solo adesso, ti ringrazio per i tuoi complimenti, ora vado a leggere la tua recensione! Un saluto anche a te

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