martedì 16 giugno 2015

Before Midnight di Richard Linklater






Titolo: Before Midnight
Regia: Richard Linklater
Durata: 109 minuti
Genere: Commedia
Anno: 2013
Cast: Ethan Hawke, Julie Delpy, Seamus Davey-Fitzpatrick, Ariane Labed, Athina Rachel Tsangari, Yota Argyropoulou

Ho visto questo film diverse settimane fa, ma ho avuto bisogno di tempo per metabolizzarlo.
Richard Linklater e i suoi meravigliosi complici/interpreti Ethan Hawke e Julie Delpy sono innamorati della natura umana e delle relazioni umane, tanto da creare una trilogia davvero unica nel suo genere.
Come sapete Linklater ha diretto anche Boyhood, per raccontarci l'adolescenza vera di un ragazzino comune, filmandone giorno per giorno la crescita. Tra i protagonisti di quella pellicola vi è anche Ethan Hawke.




Anche nella trilogia Before il regista americano fa qualcosa di simile, occupandosi però di una relazione amorosa, tanto affascinante quanto difficile, ispirandosi al cinema di Rohmer.
 Nel 1994 quando uscì "Prima dell'alba" nessuno avrebbe mai pensato che avremmo mai avuto due seguiti, entrambi molto osteggiati e criticati prima ancora di venire girati e poi osannati dalla critica mondiale, segnale evidente che quando qualcuno prova ad impedire agli autori seri di fare il proprio lavoro, nove volte su dieci ha sempre torto.
La storia di Celine e Jesse è la storia di due ragazzi comuni, con le loro problematiche, i loro drammi e i loro pregi.
Lei ha dimostrato fin da subito di essere una ragazza determinata e forte, pur non rinunciando (e per fortuna) al sul lato sognatore, dolce e romantico, segno che si possa essere femminili senza per questo essere donnine incapaci di affrontare la propria vita. 

Lui, lontano anni luce dall'immagine del macho tutto d'un pezzo, ci ha mostrato un uomo più moderno e più realistico, un uomo che non ha paura di mostrare le proprie fragilità e la propria timidezza, un sognatore dietro l'aria cinica esattamente come lei.
Si sono trovati, si sono scelti, si sono persi e si sono ritrovati in questi venti anni, arrivando a formare una famiglia un po' allargata dato che lui, nel frattempo, ha avuto un figlio da un'altra donna, un figlio che ama tantissimo, un figlio che significa molto e che rischia, involontariamente, di causare la rottura tra i due, presi dalle proprie paure.
 Linklater è bravissimo a raccontarci questa coppia, senza paura, senza vergogna, sbattendoci la realtà nuda e cruda, quasi come monito e come insegnamento.
Sì l'amore vero esiste. Può nascere da un incontro di due persone che si capiscono e si ritrovano a parlare su un treno verso la magnifica Vienna, ma si possono perdere perché sono stati un po' adolescenziali a non aversi voluto scambiare i numeri. 

C'è anche una seconda chance, ma bisogna saperla sfruttare e basta davvero un attimo per mandare tutto all'aria, magari per inseguire qualcosa di perfetto che non esiste.
Celine e Jesse ce lo mostrano bene.
Una relazione amorosa si costruisce giorno per giorno, attimo per attimo, combattendo insieme, magari anche urlandosi addosso di tutto, ma senza mai voltare le spalle all'altro perché se no è finita davvero.
Celine stessa nel primo film ce lo aveva detto:
"Se c'è una qualche magia in questo mondo sta nel tentativo di costruire una qualsiasi relazione con qualcuno. Lo so è quasi impossibile riuscirci. Ma la risposta è nel tentativo."
E come diceva il poeta del fiume:
"Io porto te. Tu porti me. Potrebbe essere non so."
Tra l'altro, alla faccia di chi critica la fantascienza, l'autore americano la usa benissimo in uno dei dialoghi tra i due innamorati per farli riflettere sul loro futuro e sulla loro relazione.
Un film difficile, denso di emozioni forti e per questo indimenticabile.




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