venerdì 15 agosto 2014

Doctor Who - 7 stagioni in 7 mesi per me ma la serie ha 50 anni!



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Ho iniziato seriamente a vedere Doctor Who a Febbraio, dopo mesi, anzi anni di indecisione.
So per certo di aver visto qualche episodio da bambina ma è un ricordo vago, quasi ancestrale. Di sicuro la sigla mi è sempre stata familiare.
Il primo episodio visto per intero è stato quello dello scorso novembre sui 50 anni.
E' stato come leggere il libro da 3/4 lo so, ma avevo bisogno di vedere se ero pronta a tuffarmi in un'avventura del genere considerando che il Dottore non avrà mai una fine.
Ho visto l'episodio, per di più in italiano e mi è piaciuto. E ho deciso di tentare.
Attenzione dopo la barra vi saranno numerosi spoiler!


Il mio primo Dottore è stato Nine ovvero Christopher Eccleston. Mi ha preso praticamente subito il suo modo di fare. Un tenero e fragile clown triste. Un uomo che ha sofferto tanto, pieno di rabbia verso se stesso e verso l'universo intero, ma anche pieno di amore. L'episodio che mi ha fatto capire che lo amavo è stato "The end of world", lì quando ha portato Rose nel futuro, quando ha mostrato la sua tristezza mentre cercava di salvare la situazione come fa sempre. Lì ho capito di amarlo. Ci ho messo un po' a carburare e ad affezionarmi agli altri personaggi. Mi ha fatto morire lo scambio tra Nine e la mamma di Rose con quest'ultima che ci prova spudoratamente ricevendo un sonoro picche. Tutti continuano a dire che con Ten e Eleven ci sono stati vari flirt, ma paiono aver scordato che fin dall'inizio della nuova serie Nine facesse girare un po' la testa. E paiono aver scordato che l'amore tra il Dottore e Rose nasce con Nine, non con Ten (con tutto che io adoro David Tennant), un legame talmente forte da spingere la ragazza a tornare da lui nel futuro e a scatenare un gran casino, diventando Bad Wolf, distruggendo i Daleks, salvando il mitico Jack Harkness, rendendolo immortale e, ahimè, causando la morte di Nine che si rigenera in Ten. Adoravo il fantastic di Nine. E ho pianto, davvero tanto quando è andato via. Così come quando dice felice come un bimbo:
"Sono tutti vivi stavolta!" in uno dei primi episodi di Steven Moffat benché nell'era Davies.
Qui, nel mio blog privato, non nego di aver provato uno smarrimento simile a Rose quando ho visto comparire Ten, era così diverso, tanto diverso... e ho apprezzato come gli autori ci abbiano aiutato ad entrare in questa nuova versione del Dottore a piccoli passi, senza imporcelo. Per questo ho amato Ten quanto Nine. O meglio anche per questo. Ten non ha paura di mostrare il suo lato umano fin da subito, un lato così umano da travolgerti e portarti via. E a ben vedere è stato questo che mi ha fatto capire che era la stessa persona di Nine. Ci sono tanti momenti da segnalare con lui. Tanti. Tanti. L'addio a Rose. L'incontro con Donna e la loro amicizia meravigliosa. Il suo rapporto di amore/odio con il maestro. La sua amicizia con  il nonno di Donna, un'amicizia tra due vecchi soldati che sanno di aver visto troppo ma non smettono di sognare. Tennant ha saputo essere il Dottore più umano di tutti e la sua bravura è stata anche mostrare qualcosa del suo predecessore senza scimiottarlo. Dicevo tanti momenti.
 Eppure se debbo sceglierne uno. Uno solo che per me dimostra come Ten sia incredibilmente umano, sia così innamorato dell'umanità da dargli tutto, beh adoro la scena di lui felice come un bimbo quando nell'anno milione e passa vede che la razza umana sia ancora viva, incredibilmente viva. Lì l'ho amato da morire. E tra tutti i momenti con le sue companion io scelgo quello in cui rivede Sarah Jane, la companion di due dei dottori della vecchia serie. Il loro incontro è stato sublime. Si poteva percepire a pelle l'amore che ancora li legava e il rimpianto di non poter star insieme sempre, ma anche il sapersi capire, nonostante tutto. Elizabeth Sladen era un'attrice meravigliosa.
E tra tutti gli addii di Ten, io ho amato quello a Jack, il suo migliore amico e forse anche qualcos'altro. Un addio tra persone che si capiscono e si vogliono bene. Due leader che debbono tenersi il mondo sulle spalle, con scelte difficili, eppure capaci di amare e forse per questo son due grandi leader. E che lacrime quando gli Ood dicono:
"La canzone finisce, ma la storia non finirà mai."
E arriviamo a Eleven. Matt Smith. Ho dovuto far passare un mese prima di passare da Ten a Eleven.
David Tennant aveva fatto un lavoro così bello sul personaggio che ci ho messo tanto a dirgli addio. E' un attore eccezionale oltre che un uomo bellissimo.
Quando finalmente ho iniziato lo stile di Moffat, Steven Moffat mi ha travolto. Fin da quando avevo visto l'episodio di Moffat nella prima stagione avevo capito che avrei preferito lui a Russel T. Davies.
Quest'ultimo è un grande autore quanto Moffat, ha talento, bravura e un pizzico di follia visto che è stato lui a rilanciare il Dottore e di questo dovremmo essergli grati in eterno, ma troppo spesso nella serie ha tirato il freno a mano (anche se il finale della season 4 e Turn left son stati epici. Parlo del vero finale!), viceversa in Torchwood si è lasciato andare alla grande. Moffat, invece, lo ha fatto fin dall'inizio. E ha scritto 3 stagioni sublimi rischiando di provocare infarti multipli agli spettatori dato che ha legato tutto. Prima usando Amy Pond e Rory Williams (Karen Gillian e Arthur Darvill hanno una grande chimica), una coppia appassionata, divertente, drammatica alle volte, un po' sopra le righe, eppure adorabile (e poi sono i suoceri del Dottore!), detti anche la ragazza che ha aspettato e il centurione poi River Song/Melody Pond, la pazza adorabile River (mitica Alex Kingstone) ovvero la moglie del Dottore, suo grande amore; infine Clara (dolce Jenna Coleman), la ragazza impossibile e la Grande intelligenza, super nemico del Dottore.
Moffat ha fatto un lavoro decisamente impegnativo, ma l'episodio dei 50 anni, rivisto nei giorni scorsi, ha un senso. Ci vuole coraggio a unire tutto e a cambiare la storia del Dottore, con una scelta folle eppure in linea con il personaggio.
"Clara mi chiede se sogno. Certo che sogno. E cosa sogni mi chiede. Dove sto andando. E lei ride: ma se vaghi senza meta. E invece no. Mi ci sono voluti così tanti anni, così tante vite. Ma ora lo so dove sto andando. Dove vanno tutti. Sto andando a casa, anche se ho scelto il giro lungo."
Non ho avuto ancora il coraggio di vedere l'addio di Eleven, ma lo farò nei prossimi giorni. E so che piangerò ancora, soprattutto quando si leverà il farfallino. Matt Smith, grazie anche a te. Sei stato un Dottore alieno eppure umano. Sublime nel confronto tra Dottore e il programmatore.
E ora Peter Capaldi/Twelve (o One :P) portaci a casa. A Gallifrey. Ti stiamo aspettando.
Serie capolavoro. Vi consiglio di buttarvi in questa storia senza fine.

4 commenti:

Krishel Mir ha detto...

Si, ti prego, Twelve. Portaci a casa...

Dio quanto mi hai commossa tesora. Grande, grande recensione.

Francesco Donald Pellegrini ha detto...

Gran bella recensione silvia!!! Nulla da dire.....è perfetta!!!!
Credo in time of the doctor piangerai.....e ti aspetta una bella sorpresa....un'atrrice che adorerari

ImpiegataSclerata ha detto...

Sempre bravissima.
Complimentoni.
E adesso cerchiamo di abituarci al "nuovo" Dottore...

Silvia Azzaroli ha detto...

Grazie Baba. Troppo buona. Mi sta prendendo molto il Dottore. Ho già visto la premiere dell'ottava stagione e ora la sto recensendo per il giornale per cui lavoro. Tra qualche ora clicca sul banner GIORNALE APOLLO e vedrai che la trovi. Un caro saluto!!

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