domenica 16 marzo 2014

"Fino alla fine del Mondo" di Wim Wenders


Fino alla fine del mondo (1991)

[Bis Ans Ende Der Welt, Germania     1991, Fantascienza, durata 158']
Regia di Wim Wenders  
Con William Hurt, Solveig Dommartin, Jeanne Moreau, Max Von Sydow, Sam Neil.
RECENSIONE CON SPOILER

Ci ho messo meno del previsto ad elaborare questa intensa, malinconica e surreale pellicola di Wenders.
E' un film di fantascienza degno della penna di Bradbury e Clarke, con grandi riflessioni sull'umanità, sulla scienza e sul cammino da percorrere .
Girato nel 1991 e ambientato nel 1999 questo film inizia con una terribile minaccia per la terra: un satellite indiano impazzito potrebbe cadere da un momento all'altro causando un'esplosione atomica di immani proporzioni.
Wenders invece di perdersi in inutili e sciocchi effetti speciali catastrofici preferisce concentrarsi sulla reazione della gente, in particolare sul comportamento dell'impaziente Claire (la sempre splendida e intensa musa di Wenders Solveig Dommartin, qui anche ideatrice della storia), che invischiata in una storia più grande di lei, si troverà coinvolta prima nel bottino di una rapina e poi da un misterioso autostoppista Trevor/Sam (un meraviglioso William Hurt), che la porterà davvero in una storia alla fine del mondo.
Sul destino di Claire veglia il paziente ex fidanzato e romanziere in crisi Eugene (molto bravo anche Sam Neil), ma è impossibile non seguire il sogno della ragazza, prima affascinata dal mistero di Sam, poi sempre più innamorata di lui, scoprirà dove può portare la scienza senza limiti.

Questo loro viaggio, scaturito dalla mente geniale del padre di Sam(un glaciale Max Von Sydow) che dice di agire per amore della moglie cieca Edit (favolosa Jeanne Moreau), non può che affascinarci, avvincerci e, nel contempo, metterci addosso una grande angoscia e una grande malinconia.
Dove possiamo spingerci? C'è un confine nella scienza? E se non c'è siamo in grado di controllarci, di non farci ossessionare a tal punto da dimenticare tutto, compresa la nostra vita?
Sam e Claire riescono a tornare indietro dal viaggio nell'inconscio umano, l'uno grazie al fratello aborigeno che gli farà riscoprire il mondo, l'altra grazie alla forza della parola di Eugene, una parola avvolgente, mai invasiva che lentamente abbatte la follia in cui è caduta Claire.
Ma il padre di Sam? Si è salvato? Forse Edit si è lasciata morire perché aveva intravisto l'abisso in cui stava sprofondando il marito?
Wenders non ci da risposte, non è il suo stile, semplicemente lascia aperto un piccolo varco verso la speranza, avendo il coraggio di mostrarci una Claire di nuovo appassionata di scienza, che osserva il mondo da una stazione lunare, felice e viva mentre gli amici le augurano buon compleanno dalla Terra.
E, a differenza di un qualunque scribacchino di commedie moderne, Wenders evita di far ritornare Claire con il suo ex Eugene perché, come dice questi, dopo un'esperienza così forte e estraniante per ora non potranno essere la donna e l'uomo di nessuno. C'è bisogno di tempo.
Un capolavoro visionario da vedere con molta attenzione.
Strepitose e struggente anche le musiche.
Qui sotto il trailer e alcuni video musicali tratti dalla colonna sonora



 




6 commenti:

Krishel Mir ha detto...

Quando si decide di raccontare l'essere umano e non la tecnologia escono fuori film di questa rara bellezza. Grazie per le tue parole.

Silvia Azzaroli ha detto...

Concordo cara socia. Ecco perché ritengo che la fantascienza sia il genere per eccellenza.
Ah ehm Mauretto ho rifatto il post che stava male :P

Mauro ha detto...

Ah sì? E come mei stava male? ;)

Mauro ha detto...

Mai... non mei :(

Silvia Azzaroli ha detto...

Hai visto :P? Hai sbagliato anche tu :P . Ok, battute a parte, stava male con Win :P . Detto questo non hai scritto se la mia recensione ti piace o meno

Mauro ha detto...

Mi piace molto.
Del resto le recensioni sono il tuo forte... è quasi noioso farti i complimenti ;)

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