giovedì 12 dicembre 2013

La Fata Carabina di Daniel Pennac


Secondo libro della saga di Benjamin Malaussène, ma ovviamente io non leggo mai in ordine ^^ e soprattutto sono legata alle saghe. Ho capito che è il mio destino e non posso sfuggirci. Ho preso questo libro per caso, due mesi fa, in biblioteca perché mi ispirava la storia e, come è detto sopra e come tutti sapete, fa parte di una saga.
Mi arrendo XD.
L'umanità variegata della Parigi di Pennac fa impazzire e scalda davvero il cuore.
Penso sia uno dei pochi libri che mi abbia fatto ridere realmente di cuore.
Il suo ritratto impietoso ed, insieme, affettuoso del microcosmo dei suoi personaggio è molto realistico, molto vero, molto ironico.

Il suo protagonista, Benjamin Malaussène, è un vigliaccio, di professione capro espiatorio per la Casa Editrice Il Taglione, ovvero frigna davanti ai clienti insoddisfatti, facendoli impietosire, costringendogli alla fuga, ma Ben è anche un uomo dal cuore d'oro, che odia la criminalità e le ingiustizie, si prende cura dei derelitti, in questo di poveri vecchietti, finiti schiavi della droga e abbandonati della società e ad aiutarlo nella sua impresa c'è la sua strampalata famiglia dove lui e i suoi fratelli hanno tutti un padre diverso e una madre sempre incinta, pronta a farsi ammaliare da qualche uomo molto particolare, cosa che avverrà anche in questo libro e francamente non le si può dare torto. Anzi, la signora sa scegliere sempre bene.
Attorno al loro microcosmo si muove la bella e tosta Julie, fidanzata di Ben, i due poliziotti Thian e Pastor, entrambi con una storia molto difficile alle spalle e forse per questo capaci sempre di vedere oltre, arrivando a scoprire la verità, anche con metodi non molto ortodossi.
Thian, è metà orientale e metà parigino, adora Pastor, che chi non conosce considera figlio di papà e chi conosce sa avere un metodo infallibile per far confessare tutti. Quale sia il metodo non ve lo dico, ma vi assicuro che fa veramente ridere da una parte e dall'altra rattrista perché temo sia l'unico modo per mettere dentro certi criminali. Pastor con la sua aria da eterno figlio di mamma, con il suo bel maglione fatto a mano, l'aria sempre giovane, sempre gentile, con la voce sempre dolce e dall'aria innocente, è forse il personaggio che colpisce di più insieme a Ben, a Julie e ai suoi vecchietti.
Pennac sa giocare magistralmente con i colpi di scena, costruendo il suo puzzle degnamente, accompagnandoci ad un inaspettato finale che strappa più di una lacrima e più di una risata.
Pennac, che sa raccontare storie semplici e non banali, mi ricorda che non serve chissà cosa per farmi innamorare di una storia o di uno scrittore, solo un pizzico di qualcosa in più del normale, forse un po' di follia mescolata alla quotidianità.
Sto leggendo anche il seguito quindi presto arriverà anche la recensione di "La prosivendola".
Voto alla fata carabina 9.



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