venerdì 1 febbraio 2013

"Il segreto della pietra di luce" di Christian Jacq



E torniamo a parlare un po' di letteratura.
Stavolta mi sono ributtata nell'antico Egitto grazie ad un'amica di facebook e ho letto la saga de "Il segreto della pietra di luce" di Christian Jacq,(già autore del piacevole ciclo su Ramses II), storico esperto oltre che buon romanziere.
Scoprite il resto sotto la barra, ma attenzione SPOILER ALERT

Questa saga letteraria è incentrata sul sacro villaggio degli artigiani dell'antico Egitto, che costruivano le dimore dei faraoni, detto anche "Il luogo della verità".
Confraternita segreta, sotto la tutela ed il controllo del Faraone, che doveva seguire la famosa regola di Maat, la dea egizia della rettitudine, seguiva delle regole rigide a cui gli stessi artigiani dovevano sottostare.
Divisa in equipaggio di destra e di sinistra come una sorta di nave del deserto e guidata dal maestro di bottega sotto la vigile guida dello scriba della tomba era una confraternita amata, temuta ed invidiata che godeva di grandi privilegi a causa del lavoro importante che facevano i suoi membri.
Protagonista principale di questo ciclo di libro è Nefer (all'inizio chiamato solo Silenzioso visto che non conosceva il suo nome segreto) che, figlio adottivo del vecchio maestro di bottega della confraternita, gira per anni il mondo in attesa della chiamata per diventare artigiano di quel luogo che ha sempre amato, chiamata che comunque non basterebbe per farlo diventare un membro effettivo: occorre superare varie prove.
Il giovane sente la chiamata dopo l'incontro con Ardente, che dopo essere scappato da una vita facile come figlio di contadini, segue la sua chiamata come pittore e salva il giovane Silenzioso da morte certa.
I due giovani, di temperamento e di indole diversa, diventeranno grandi amici e poi padre e figlio, anche grazie alla fiducia illimitata che Nefer avrà sempre nei confronti di Ardente.
Lungo il suo viaggio Nefer incontra anche Claire, figlia di un ricco nobile ed i due finiranno per innamorarsi l'uno dell'altro, avendo entrambi la chiamata e superando insieme varie prove fino a diventare maestro di bottega e donna saggia del villaggio, nonostante i numerosi ostacoli e le varie paure di cui entrambi soffrono.
Ardente riuscirà anche lui a farsi ammettere con il nuovo nome Paneb, ma il suo cammino sarà più aspro perché il giovane non riuscirà mai a guarire il suo difficile carattere.
Nel corso del loro cammino al luogo della verità i tre incontreranno Kehir, vecchio scriba della tomba che si affeziona subito a Nefer e Claire, Mehy, generale ambizioso che si finge amico del villaggio per rubarne il suo bene più prezioso, la pietra di luce, il vecchio re Ramses II, suo figlio Mereptah, Sethi II e sua moglie Taurset e i vari componenti della ciurma tra cui il traditore (la cui identità viene svelata solo nelle ultime pagine dell'ultimo libro) Gau il preciso, che fingendosi ammiratore di Nefer arriverà ad ucciderlo per prenderne il posto, deciso anch'egli ad avere la pietra di luce dai grandi poteri.
Lo stile di Jacq è coinvolgente, le descrizioni accurate ed arriva a farti vedere l'Egitto nel suo massimo splendore, cosa davvero rara, si finisce per sentirsi parte di questo villaggio segreto e di tifare per i loro strani ideali.
Il pregio migliore di Jacq è anche quello di creare dei bei protagonisti umani in cui identificarsi, a cominciare proprio da Nefer e Claire, che pur diventando dei simboli di questo villaggio, hanno sempre dei lati umani meravigliosamente imperfetti che te li fanno amare, si vivono le loro angosce, le loro paure e i loro dolori.
Se i personaggi femminili sono quelli che riescono meglio allo studioso della Sorbonne, dato che oltre a Claire, sono tratteggiate molto bene anche la regina Taurset, nobile dama d'altri tempi che però ha uno odio terribile per il figliastro, Uabet la pura, moglie di Paneb che però lascerà a causa del figlio, Turchese, amante di Paneb e Niut prima serva e poi moglie di Kehir, il protagonista maschile Nefer lo è appunto altrettanto, si fa davvero amare, anche e sopratutto nei suoi momenti di incertezza e di silenzio.
Claire strazia letteralmente il cuore alla morte dell'amato marito Nefer , il suo dolore sincero, la voglia di abbandonarsi alla morte mescolata alla sua grande forza mi hanno commosso e riempita di ammirazione.
La figura che avrebbe potuto dare di più alla saga è Paneb ma ahimè non mi ha entusiasmato fino in fondo proprio a causa del difficile rapporto con il figlio che sicuramente era un pessimo soggetto, ma avrebbe sicuramente meritato maggiore attenzione da parte sua considerando che se non fosse stato per la pazienza e la lungimiranza dell'amico non avrebbe mai raggiunto i vertici del villaggio.
Insomma grande pittore,  grande maestro di bottega, grande amico Paneb, ma pessimo marito e pessimo padre.
Il peggior difetto di Jacq in Ramses era stato quello di rendere poco e male i cattivi, troppo banalotti e con poca personalità e se Mehy presenta gli stessi difetti dei cattivi della prima saga dello scrittore francese, non così il traditore, veramente diabolico, capace di risultare credibile fino alla fine tanto che, in tutta onestà, non ho mai sospettato di lui fino alla fine.
In conclusione una lettura piacevole per chi ama l'Egitto e i suoi misteri e i personaggi umani, si possono poi perdonare anche alcune inesattezze storiche messe sicuramente apposta dallo studioso Jacq.
Voto 7,5


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