lunedì 15 ottobre 2012

"On the road" di Jack Kerouac al cinema... purtroppo


Buon lunedì a tutti!
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: io adoro letteralmente questo romanzo di Kerouac.
Trovo che nella sua crudezza e spietatezza racconti una pagina importante e reale degli Usa degli anni 50: Kerouac, a ragione, venne considerato il padre della Beat Generation.
Senza di lui non avremmo avuto né Bob Dylan né Joan Baez né, probabilmente, il movimento Hyppy e dei figli dei fiori, anche se, è bene dire, lui si distaccò un po' dai loro ideali, era molto più terra terra.
Divorai questo romanzo una decina di anni fa.
I protagonisti sono lo stesso Kerouac sotto lo pseudonimo di Sal Paradise,  Neal Cassady, il suo migliore amico, sotto lo pseudonimo di Dean Moriarty ed appunto La Strada.

E' infatti un libro totalmente on the road dove i due amici girano in lungo ed in largo gli Stati Uniti facendoci vedere il bello ed il brutto di questa nazione così controversa.
Sal e Dean non sono degli eroi, sono due ragazzi assolutamente normali di quell'epoca, bevono, fumano, fanno l'amore un po' dappertutto, Sal scrive di continuo sia in viaggio che dopo aver bevuto.
Non ci sono sconti, non è una favola, è una storia reale.
Ecco in questi giorni sta uscendo al cinema la trasposizione cinematografica, che gronda politicamente corretto e femminismo da tutti i pori, non si sa bene perché, forse certi uomini credono che stravolgendo un bel romanzo, infilandoci delle gnocche protagoniste (che sicuramente saranno al centro di triangoli amorosi con tanto di rissa tra i due amici, ahahahah che banalità) e relegando in un angolo i due veri protagonisti, di fare un favore a noi donzelle.
Come se bastasse questo a darci una reale parità ed una reale libertà, tipo quote rosa per intenderci, altra stupidata dei maschietti che pensano di lavarsi la coscienza così.
Non funziona così, è meglio che se lo mettano in testa lor signori, non mi dovete dare il contentino, che peraltro non gradisco e trovo offensivo verso un romanzo che è splendido così com'è.
La parità, come dicono i miei genitori, è nella zucca e finché riderete in faccia ad una donna quando esprime un'opinione che non condividete e lo fate perché "E' una donna, non capisce niente, si fa guidare dalla f...", non entrerà mai veramente nel vostro cervellino bacato.
Vi lascio qui sotto il trailer di quella roba lì, so che non si dovrebbe bocciare un film prima di vederlo, ma c'è un limite a tutto e detto senza offesa verso le attrici protagonisti, in particolare Kirsten Dunst che adoro.


3 commenti:

Taty ha detto...

Io questo film, lo vado a vedere sabato.
La mia idea iniziale è che la storia doveva rimare sulla carta.
Non si può distruggere un capolavoro solo per bieco profitto.
Pronta a rimangiare ciò che ho detto dopo la visione ^_^

Silvietta ha detto...

Beh Taty allora fammi sapere, chissà che magari non possa cambiare idea ;)

AlexPortman80 ha detto...

Casualmente (chissà perchè...) ho visto il film. Premessa doverosa, non ho letto il libro, quindi non posso fare alcun confronto reale, ma solo immaginare che il libro avesse ben altra forza. La pellicola in sè per il sottoscritto strappa una sufficienza risicata. Per gli occhi è un bel vedere, complici le locations, la fotografia e le luci, che ne fanno una bella cartolina vintage, magari un tantino patinata. E poi nel complesso il cast è discreto, in testa S. Riley - Sal, K. Stewart - Marylou (non mi ha molto convinto il coprotagonista G. Hedlund - Dean), V. Mortensen, K. Dunst e A. Adams (questi ultimi tre in piccolissimi ruoli). Il problema è che a me non è arrivato molto altro, nè il contesto politico degli Stati Uniti di quegli anni nè, parallelamente, gli ideali di questi ragazzi; i contrasti con il resto della società sono lasciati troppo sullo sfondo. In definitiva appaiono solo come dei giovani all'avventura in cerca di divertimento. Da questo posso dedurre che il libro sia un'altra cosa. Se c'è un certo politically correct che impregna il tutto per fortuna invece posso dirti Silvia che non ho visto questa spruzzata di (pseudo) femminismo: tutto è molto focalizzato su Sal e Dean e anche Marylou ha uno spazio (non solo temporalmente parlando) piuttosto limitato. Di W. Salles consiglio vivamente di recuperare "Central do Brasil". Ciao!

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