lunedì 2 luglio 2012

Il Discorso del Re di Tom Hooper



USCITA CINEMA: 28/01/2011
GENERE: Drammatico, Storico
REGIA: Tom Hooper
SCENEGGIATURA: David Seidler
ATTORI:
Colin Firth, Guy Pearce, Helena Bonham Carter, Timothy Spall, Geoffrey Rush, Jennifer Ehle, Derek Jacobi, James Currie, Tim Downie, Michael Gambon, Anthony Andrews, Eve Best, Claire Bloom
MIA RECENSIONE:
Il Discorso del Re è l'esempio di come si possa fare un film per gli Oscar, senza scadere nella leziosaggine o nella banalità.
E' chiaro come il sole che Hooper, il regista, quando diresse il film avesse già in mente gli Academy, non c'è nulla di male in questo.
E' molto onesto come film.
Non è nulla di più o nulla di meno di ciò che ti aspetti.
Una biografia su un personaggio storico, onesta, sobria, a volte drammatica a volte divertente.
Si punta, come spesso accade, sulle fragilità di tale personaggio storico.
La novità sta che tale fragilità è la balbuzie di un sovrano molto amato sia in patria che all'estero.
Colin Firth(Oscar strameritato per lui!) nel ruolo di Re Giorgio VI, nato principe Albert ( detto Bertie), figlio cadetto di Re Giorgio V e Geoffrey Rush, nel ruolo del logopedista Lionel Logue giganteggiano alla grande, senza mai andare sopra le righe.
La balbuzie del re è raccontata con estrema sobrietà, scavando nei suoi problemi personali, che lo fanno diventare maledettamente normale e maledettamente vero.
Firth non esagera mai nel mostrare l'handicap del Re, la sua è una balbuzie sentita e sofferta, tanto che finiamo per star male con lui quando gli capita.
Duca di York, figlio cadetto di un padre prepotente, che arrivava pure a prenderlo in giro per il suo problema, fratello minore del famoso Edoardo VII( che qui ha il volto di Guy Pearce), che come tutti sanno abdicò per l'amata e pluridivorziata Wallis Simpson, Bertie non aveva mai ambito al trono, ma finisce per diventare uno dei re più amati della sua terra facendo della sua debolezza la sua forza.
Arrivando ad avere il coraggio di tirar fuori il suo lato più nascosto al plebeo Lionel Logue, attore fallito che grazie alle sue doti aveva aiutato tanti soldati durante la Grande Guerra che avevano avuto lo stesso problema.
Helen Bohan Carter nella parte della futura Regina Elisabeth non è male, riuscendo a dare credibilità ad un ruolo di secondo piano, ma essenziale per la trama e per la vita di Re Giorgio VI.
Un bel film che ci mostra il lato umano dei reali inglesi.
Curiosità: nel cast figura Jennifer Ehle, che recitò a fianco di Firth, nel ruolo di Elisabeth Bennet nel celebre sceneggiato della BBC "Orgoglio e Pregiudizio" che diede la notorietà ad entrambi, tanto da spingere Helen Fielding a creare il personaggio di Mark Darcy proprio ispirandosi al Mister Darcy di Firth.
Qui la Ehle ha il ruolo di Myrtle Logue.
Voto al film 8 o se preferite 3 1/2 su 5.
Qui sotto il trailer

1 commento:

Kelvin ha detto...

Proprio così: film costruito su misura per fare incetta di premi... ovviamente non puoi dire assolutamente che è brutto, ma certamente le emozioni che regala sono pari a zero. Si ammira la bravura degli attori (anche se Colin Firth meritava l'Oscar per il ben più importante 'A single man'), ma resta il classico prodotto patinato e conformista, dove tutte le situazioni sono costruite a comando. Ripeto, certamente non è un brutto film, ma se penso che è stato preferito a 'The social network', il mio cuore grida ancora vendetta...

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