domenica 30 ottobre 2011

La fine è il mio inizio di Jo Baier




USCITA CINEMA: 01/04/2011
REGIA: Jo Baier
SCENEGGIATURA: Ulrich Limmer, Folco Terzani
ATTORI: Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvárt, Nicolò Fitz-William Lay.
NAZIONE: Germania, Italia, Francia.
Mio Voto 3 Stelle 1/2 su 5.
Mia Recensione:

Jo Baier regista tedesco dirige "La fine è il mio inizio" sugli ultimi giorni del grande giornalista Tiziano Terzani, sceneggiato dallo stesso figlio di questi, Folco, che nel 2006 pubblicò il libro da cui poi è stato tratto il film, che ha volutamente un impianto documentaristico, asciutto e sobrio.
Bruno Ganz è Tiziano, mentre Elio Germano il figlio Fosco, bisogna subito dire che i due attori sono immensi, nonostante Ganz sia un po' sminuito da un doppiaggio che non gli si addice (non brutto perché Luca Biagini, colui che lo doppia, è veramente bravo solo che mi domando perché Ganz non abbia potuto auto-doppiarsi) e le cui risate risultano un po' forzate.
Comunque ribadisco che Ganz e Germano danno vita Tiziano e Folco in maniera superba, si vive con loro, si respira con loro, ci si emoziona con loro, si litiga anche con loro.
Le loro discussioni sulla morte, sulla politica del mondo, sugli ideali delusi colpiscono nel segno.
Non posso dire, in tutta onestà, di rivedermi totalmente nella spiritualità di Terzani, tuttavia non posso non apprezzare il suo modo originale di affrontare la morte, come la vita.
Il suo punto di vista sulla Signora dalla Lunga Falce(ed è bene dire che Terzani non vede mai la morte in questo modo!) è particolare, mette addosso quasi un senso di serenità, fa sembrare tutto facile, si badi bene che Terzani non definisce mai la morte come di qualcosa di "facile" e "semplice", però fa capire che per lui è così.

Sarà l'ultima e nuova cosa che potrà succedergli, la sua ultima identità, il suo modo per divenire "nessuno" e tutt'uno con il Mondo intero, che lui ormai ha imparato nella sua interezza.
Fa un po' impressione che pretenda che i suoi congiunti non piangano per la sua morte, il figlio maschio pare capire quasi subito questo suo modo di vedere, la figlia femmina fa un po' fatica( e sinceramente non posso darle torto per come la vedo io), ma forse perché Folco passa con lui tanti momenti mentre la sorella no.
Mi permetto di dire che non tutti hanno la fortuna di vivere una vita piena ed intensa come quella vissuta da Terzani, molte persone poi muoiono giovani per mille motivi diversi, tra cui malattie incurabili o tragici incidenti, quindi mi pare anche abbastanza ovvio che in questi casi una persona non voglia morire.
Personalmente, poi, credo che la voglia di vivere sia spesso innata nell'uomo, anche quando si è molto anziani, poi sono convinta che bisogna saper accettare la morte, però non la vedo una cosa così facile
E' bene sottolineare che Terzani fosse comunista, che il suo sogno era quello di andare in Cina per conoscere da vicino "il più grande esperimento sociologico del mondo", restò deluso per come il comunismo avesse distrutto la Vera Cina, che lui aveva imparato ad amare.
E credo che lui avesse ragione nel dire "Avevo capito più di questo paese che parlavo di grilli che non i miei colleghi che andavano a parlare con i segretari di partito".
Folco, nelle varie conversazioni con il padre, gli rivela di aver odiato a morte la scuola cinese, di essersi sentito estraneo, di avere avuto paura di quel modo di vivere e il padre gli rivelerà che dopotutto "lui, Folco, come bimbo, vedevi la realtà così com'era, non offuscata dagli ideali"...
Insomma conversazioni a tutto tondo che spaziano dalla morte alla politica fino all'ultima silenziosa passeggiata insieme.
Purtroppo, dal mio personale punto di vista, il film risulta avere due grossi difetti, da una parte una lentezza esasperante dall'altra l'estrema brevità della pellicola che non permette allo spettatore un totale coinvolgimento.
Mi sbaglierò, ma in alcuni momenti sembra quasi che il regista non veda l'ora di farci vedere la morte di Terzani.
Detto questo però la scena conclusiva in cui Fosco lancia le ceneri del padre dalla montagna è veramente splendida, molto evocativa e poetica.

Qui sotto il trailer


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