venerdì 17 giugno 2011

Norwegian Wood di Murakami Haruki

Mio Voto 4 stelle.

Mia Recensione con spoiler

Ho terminato questo romanzo a Maggio, ma ho voluto lasciar trascorrere un po' di tempo per elaborare per bene il commento.
Non si può definire sicuramente un libro facile, Murakami ha dalla sua la capacità, piuttosto rara, si saper coinvolgere non solo perché parla di giovani come me, ma per la verosimiglianza delle situazione trattate.
La cosa affascinante è che lui è partito da svariati stereotipi per demolirli, letteralmente, anche il triangolo tra il protagonista, Toru, Naoko e Midori ha nella caratterizzazione iniziale della due ragazze il classico luogo comune che viene poi distrutto.
Naoko sembra la classica bella ed impossibile, Midori la brava ragazza.

Tuttavia fin dal principio si intravede qualcosa di diverso, Naoko è fragile, legata ad un terribile passato doloroso, la morte prima dell'adorata sorella poi del suo primo amore,  Kizuki, che peraltro era il migliore amico di Toru, cerca di aggrapparsi alla vita disperatamente, non è molto chiaro se usi Toru o se, in qualche modo, lo ami veramente.
Midori ha delle follie incredibili per essere solo la brava ragazza, racconta tante bugie più per se stessa, per sentirsi forse in un mondo più fiabesco, che non per ferire gli altri, è rimasta sconvolta dalla morte della madre e poi deve affrontare quella del padre, ha il coraggio delle proprie azioni e delle proprie scelte, anche se ha una gran paura.
Toru ama Naoko, non solo per se stessa, ma anche per il ricordo che li lega all'amico, il suo grande amico, che, per fortuna, lui evita di mitizzare, semplicemente capisce come Kizuki non svendesse il proprio io, a differenza di altri, per poter piacere a tutti, voleva piacere solo a chi amava e spesso si sforzava di nascondere i suoi lati fragili, errore forse fatale quest'ultimo.
L'adolescenza e la giovinezza vengono trattati con realismo, dicevamo, ci si sente parte di questa storia, anche se non sempre si comprendono le scelte e le azioni dei personaggi, ma dopotutto anche la vita è così, no?
Murakami, in questo romanzo, parla spesso di suicidio, la fa in maniera brutale e poco incline alla cultura del suo paese, visto che sembra di intravedere un po' della cultura occidentale, dove si tende a giudicare sempre e comunque su tale scelta e questo mi ha infastidito parecchio.
Tra i personaggi più affascinanti c'era la migliore amica di Naoko, l'insegnante di pianoforte, Reiko, un po' folle, come lei stessa ammette, eppure più normale o più vera di tante persone NORMALI, lei è consapevole dei propri problemi e forse riesce a vincere la sua "malattia" proprio per questo, non è chiarissimo, visto che, ad onor del vero anche Naoko sembrava che lo fosse.
So che alcune persone hanno criticato la scena in cui Toru fa l'amore con Reiko, eppure io l'ho trovata molto toccante ed appassionante, ho quasi sentito le loro grida di passione e l'odore dei loro corpi sudati, mi è sembrato tutto estremamente sentito e giusto, anche se non so se quest'ultima parola sia proprio quella adatta.
Il finale viene lasciato in sospeso, non sappiamo se Toru ha deciso veramente di scegliere Midori o di seguire Naoko, quindi non sappiamo se Toru ci ha raccontato la sua storia dal nulla o da un vero aeroporto, ma importa davvero? Chissà, Toru, dal mio punto di vista, ha scelto Midori, però nel suo animo ci sarà sempre spazio per Naoko, Kizuki e Reiko, oltre che Sturmtruppen, il suo divertente e maniacale compagno di stanza sparito nel nulla e per i tanti amici perduti dell'adolescenza.

P.s: su questo libro segnalo questa bella recensione Qui , scovata ora, dopo aver scritto la mia ^^

7 commenti:

Mauro ha detto...

E io che ero fermo a Norwegian Wood dei Beatles! :-)

http://www.youtube.com/watch?v=N3cUejOltsA

Silvietta ha detto...

Conosco conosco Mauretto! Tra l'altro il titolo è una citazione proprio di quella canzone, che è molto presente nel romanzo, io non ne ho parlato perché mi sono fissata sull'introspezione psicologica, però il libro inizia proprio con il protagonista che sentendo la canzone dei Beatles ricorda il passato e inizia a raccontarlo

Kelvin ha detto...

Cara Silvia, mi fa molto piacere leggere una recensione così bella di un libro che per me ha significato moltissimo, anche perchè certi fatti narrati richiamano da vicino alcuni momenti particolari della mia vita, facendomi sentire particolarmente coinvolto.

La cosa che più mi ha colpito di questo straordinario romanzo è proprio l'incipit, quando Toru, ormai adulto, sta atterrando su Amburgo e, come tu hai riportato sopra, ascolta 'Norwegian Wood' dei Beatles, canzone che sprigiona in lui ricordi di gioventù...

Ecco, proprio l'importanza del ricordo secondo me è fondamentale in questo libro: Murakami ci dice, per bocca del protagonista, che i ricordi, per quanto belli o dolorosi che siano, non sono assolutamente incancellabili. Anzi, sbiadiscono man mano col passare del tempo, e bisogna sforzarsi sempre di più per metterli a fuoco. Il tempo lenisce le ferite e stempera le passioni, ricordandoci che niente (nemmeno noi) siamo immortali.

Un concetto malinconico e disturbante, come tutto il libro. Bellissimo.

Silvietta ha detto...

Caro Kelvin/Sauro sono contenta che ti sia piaciuta la mia recensione, ho sempre il dubbio di tralasciare qualcosa di importante perché quando scrivo, anche se lascio passare un po' di tempo, finisco per farlo di pancia. Bello ad esempio il concetto del libro che hai sottolineato ovvero che bisogna sforzarsi di ricordare, mi fa pensare ad un film che io amo alla follia, ovvero "Se mi lasci ti cancello" ed in particolare ad una bella recensione su di esso dove si diceva che all'improvviso i ricordi con la persona amata diventano veramente tutti belli, anche se ci sono stati dei momenti brutti... Non so quanto c'entri..
E sul concetto di non immortalità mi fa pensare ad un discorso che ci fese un prof alle superiori quando... ehm no, non mi va di parlarne in pubblico...
Anche io mi sono sentita coinvolta proprio perché i fatti narrati mi hanno ricordato alcuni momenti della mia vita.
Davvero bellissimo e disturbante!
Infine, anche io adoro letteralmente l'incipit molto particolare, appassionante, ti porta lentamente nel passato attraverso la musica, a proposito tutto il libro è incentrato di musica!
Un caro saluto!

sqwerez ha detto...

quasi quasi...

Carolina Venturini ha detto...

Ciao! Scusami per il ritardo.
Ecco l'articolo sul nucleare: http://www.sottoifioridililla.com/2011/05/referendum-sul-nucleare-i-parte.html

Silvietta ha detto...

@sqwerez= significa che la mia recensione ti ha colpito? Ne sono lusingata! E grazie per il commento!
@Carolina= ti ringrazio per il link, ora vado a leggere!

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