venerdì 20 novembre 2009

"La fuga di Logan" di Michael Anderson













La fuga di Logan



[Logan's Run, USA, 1976, Fantasy, durata 118'] Regia di Michael Anderson
Con Michael York, Richard Jordan, Jenny Agutter, Peter Ustinov


Mio Voto: *** 1/2

Mia Recensione con spoiler scritti in giallo:

Una storia claustrofobica e inquietante, un'umanità dove sono tutti uguali, con vestiti uguali, con un destino uguale, quello di essere "rigenerati" a 30 anni.
La cerimonia di "rigenerazione" viene vista come una festa da tutti, tranne che dai "rigenerati" e dai ribelli, ma anche senza di loro, si sente un'angoscia terribile quando la folla festante urla:
"Rigeneratevi".


I rimandi sia ad Orwell ( 1984 ) che ad Asimov ( Abissi D'acciaio ) si sprecano e sono ben congeniati.
Logan, uno dei sorveglianti che ha 28 anni, viene mandato come infiltrato in mezzo ai ribelli e ben presto scoprirà troppe cose che faranno crollare il suo mondo perfetto.
Macchinoso nella seconda parte, soprattutto nel colloquio tra Logan e il cervello elettronico che controlla la città sotterranea, e con qualche lacuna di sceneggiatura tipo:
Perché prima gli altri sorveglianti (tra cui il suo migliore amico) sanno che Logan ha 28 anni e poi non lo sanno più? Non sono forse loro che hanno cambiato il colore della sua pietra da rossa a nera?Non sono forse loro che l'hanno mandato come infiltrato?
La lunga fuga di Logan e Jessica prende poi il sopravvento su tutto il resto e, se da una parte è un male visto che non avremo più risposte a mille quesiti, dall'altra come scena è fatta bene, rendendo al meglio il senso di paura di due persone braccate: fino alla fine si teme che non ce la facciano.
Atroce il confronto tra i due amici Logan e l'altro sorvegliante che soccombe, ma se ne va con una frase tutt'altro che ottimista per il futuro di tutti
"Tutto ciò non è reale ... non è reale"
Che non si sa se è l'urlo di una persona che non vuole lei accettare la realtà oppure un monito verso gli altri, come a dire:
"La libertà non sarà mai reale"..
Bellissima la scena finale dove i giovani in fuga abbracciano e guardano affascinati l'anziano dalla lunga barba.

Sulla trama
Dopo l'olocausto nucleare, l'umanità vive confinita nel sottosuolo, dove, a causa del sovrappolomento, si è stabilito che a 30 anni si venga rigenerati, ma diversi ribelli si oppongono a questo stato di cose.
Logan, uno dei sorveglianti, viene mandato in mezzo a loro come infiltrato e scoprirà molte terribili verità.


Sull'interpretazione di Michael York
Prima cosa, mi ripeterò fino alla noia, ma non sembra un 28enne, assolutamente e sono sempre più convinta che l'età dei rigenerati sia stata alzata da 21 a 30 per rendere lui credibile, visto che York in quel periodo andava molto.
Posto questo il suo Logan esprime abbastanza bene l'angoscia di un uomo che vede crollare tutte le sue certezze in un batter d'occhio e si fa affascinare dall'idea della libertà.


Sull'interpretazione di Richard Jordan
Lui, a differenza di York, è sicuramente più credibile come 28enne e personalmente il suo personaggio è anche reso meglio, da una parte sembra cinico e distaccato, preso dal suo dovere e basta, dall'altra il suo sguardo esprime molto, senza contare la frase finale del suo Francis, davvero angosciante.

Cosa cambierei
In primis il dialogo tra Logan e il cervellone elettronico, poi aggiusterei i due o tre buchi di sceneggiatura.
Ma nel suo genere resta un grande film, anche se ovviamente il libro sarà mille volte meglio.




Trailer Originale

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