sabato 30 settembre 2017

Perché sono dalla parte dei ragazzi






Ieri sera mi è arrivato un video musicale su quanto fosse più bella l'infanza di 50 anni fa.
Il sottofondo musicale era la via Gluck.
Credo che questo video, con diverse varianti, lo abbiamo visto tutti.
Su alcune cose, tipo il giocare per strada, andare in bici senza pericoli, non aver paura di farsi male e prendersi le proprie responsabilità posso essere d'accordo, su altre, in primis sul maestro che picchiava e i genitori che gli davano ragione, proprio no. Da persona che ha insegnato ritengo che, come diceva il buon Isaac Asimov, la violenza sia l'ultimo rifugio degli incapaci.

E che non si insegna proprio niente così.
Gli insegnanti debbono essere autorevoli, non autoritari e lo stesso dicasi dei genitori e, badate bene, c'è un'enorme differenza  tra le due cose. Gigantesca.
Non è questo il luogo di parlarne. Non è il momento.
Sapete cos'è?
Mi sono stancata di vedere denigrata questa generazione, di cui mi sento anche io parte, nonostante abbia sorpassato gli anta l'anno scorso.
Me ne sento parte perché, pur essendo cresciuta quando si giocava per strada, adora le tecnologie di oggi, uso l'ebook quanto i libri cartacei, tengo il tablet sempre in borsa, per leggere, ascoltare musica o conversare.
E' comodo più dei mattoni, che peraltro adoro.
Scrivo al pc fino a notte fonda, molto spesso, con la mia più cara amica Krishel/Simona, non solo per lavoro, ma anche per passione però uso anche carta e penna, anche grazie alle moleskine regalate da un caro amico.
Me ne sono parte perché, forse sarà la mia anima artistica (?), mi sento ancora bambina dentro e perché so quanto è difficile trovare lavoro e farsi trada in questo mondo difficile.
Visto che si fanno confronti, e per carità fanno sempre bene, credo anche sia giusto ricordare come una volta fosse più facile trovare lavoro, come una volta se scioperavi sì rischiavi molto ma ottenevi, oggi rischi moltissimo e ottiene quasi niente, anzi spesso pedate nel lato b.
Sono frivoli, infantili e leggono poco i ragazzi e le ragazze di oggi?
A parte che non è assolutamente giusto fare di tutta un'erba un fascio, comunque alla loro età eravamo frivoli e infantili anche noi e, siamo onesti, quel lato non lo abbiamo abbandonato del tutto.
Parliamo di bimbiminkia ma vi assicuro che esistono tanti bimbiminkia cinquantenni sposati con figli.
Bimbiminkia non è un appellativo per ragazzini, è per coloro che si comportano come tali, che aggrediscono il prossimo, non sanno ragionare o peggio non vogliono ragionare, non provano a capire, sono egocentrici, ecc.
E comunque conosco tanti ragazzi e tante ragazze che leggono libri a pacchi, sia in ebook che cartaceo, si ingegnano in mille cose, provano a farsi strada, si mettono in gioco, sanno essere autrocritici e auto-ironici.
Perdonatemi il mio debole però io sto con loro, so che ce la faranno, mi sento parte di loro, malgrado sti tempi veramente orrendi, malgrado e forse anche per la loro leggerezza.
E se vogliamo che giochino con i nostri giochi, facciamoli con loro, ascoltiamoli, parliamoci, proviamo a vedere i loro di giochi, le loro passioni.
Creiamo ponti, non muri, anche con questa adorabile folle gioventù tecnologica.
Buon weekend!

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