lunedì 3 ottobre 2016

C'è 11 settembre e 11 settembre

Buonasera a tutti.
Ho volutamente lasciato passare quasi un mese dall'11 settembre per poter fare una riflessione seria su questa data.
L'11 settembre 2001 ci fu uno spaventoso attacco terroristico negli Stati Uniti.
Non è questo il luogo per tirar fuori teorie complottiste e/o cospiratorie.
Quello che a me preme è pensare a quelle povere persone morte o ammalate a causa di quell'attacco.
Mi interessa pensare a quegli istanti infiniti prima della morte.
I loro pensieri, le loro paure, la loro rabbia.
So che molti invece di ricordare questo 11 settembre, ne ricordano un altro, ingiustamente finito nel dimenticatoio.
L'11 settembre 1973.

Il giorno in cui Pinochet prese il potere in Cile, assassinando il presidente regolarmente eletto, Salvator Allende e diverse migliaia di persone fedeli a quest'ultimo.
Il tutto con l'appoggio degli Stati Uniti.
E' giusto ricordarsi di questa data?
Sì, è giusto.
E' giusto ricordarsi come gli esportatori di democrazia non si siano fatti scrupoli a far cadere un governo per far salire un dittatore che per, usare un linguaggo eufemistico, ne combinò di tutti i colori.
Fu una macelleria.
E anche lì vorrei ricordare i pensieri di queste persone, i loro volti, il loro dolore, la loro rabbia, la loro voglia di vivere, la sete di giustizia, libertà e verità.
E' giusto ricordare anche questo 11 settembre.
Ciò che io detesto è la contrapposizione.
Trovo che sia una cosa sterile e vuota.
Trovo che sia offensiva per le vittime dell'uno e dell'altro.
Trovo che sia sciocco continuare a vedere le cose bianche e nere, perché se è vero che gli Stati Uniti hanno combinato dei macelli ovunque sono andati, è altrettanto vero che le persone morte nell'11 settembre 2001 fossero come voi e come me, come noi, come le persone morte in Cile.
Non c'è differenza.
E non c'è nessuna nazione su questa terra che sia immune da macchie.
Nessuna.
Neanche noi italiani.
E prima che qualcuno lo dica: no, non sto dicendo che si debba tacere sui crimini dell'occidente, sto dicendo che è giusto ricordare tutto, parlare di tutto, non fare differenze tra morti di serie A e morti di serie B.
Sto dicendo che i morti in Cile valgono quanto quelli in Usa, in Francia, in Siria, in Iraq, in Bangladesh, ecc.
Siamo esseri umani.
E' banale dirlo, lo so, ma è così.


2 commenti:

Krishel Mir ha detto...

Siamo umani. Ma molti lo dimenticano...

Silvia Azzaroli ha detto...

Infatti socia. Troppi se ne dimenticano

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