martedì 7 giugno 2016

Femminismo, maschilismo e stupidità



Buon pomeriggio a chi mi segue in questo mio piccolo rifugio personale.
Nelle ultime settimane ho letto di tutto e di più e, mio malgrado, sono stata coinvolta in discussioni su certe questioni (ovvero violenza contro gli uomini) quando si stava parlando di altre (violenza sulle donne).
Allora prima cosa sarebbe il caso di sgombrare il campo dagli equivoci e spiegare cosa significano certi termini.

Cito dalla Treccani:
Femminismo: "Movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una diversa collocazione sociale in quella pubblica.
La condizione femminile oggi:
Il sussistere di innegabili disuguaglianze ha di fatto messo in luce l’insufficienza del riconoscimento dell’uguaglianza puramente formale e ha indotto le istituzioni governative a intraprendere programmi d’azione e politiche per le pari opportunità tra donne e uomini. Le due principali strategie di quello che è stato chiamato ‘femminismo di Stato’, il mainstreaming e l’empowerment, sono state definite nella Conferenza di Pechino del 1995, indetta dall’ONU."



Maschilismo s. m. [der. di maschile]. – "Termine, coniato sul modello di femminismo, usato per indicare polemicamente l’adesione a quei comportamenti e atteggiamenti (personali, sociali, culturali) con cui i maschi in genere, o alcuni di essi, esprimerebbero la convinzione di una propria superiorità nei confronti delle donne sul piano intellettuale, psicologico, biologico, ecc. e intenderebbero così giustificare la posizione di privilegio da loro occupata nella società e nella storia."

E fin qui ci siamo spero...
Si notano le differenze, vero? 
Il primo movimento chiede uguaglianza, ripeto uguaglianza, il secondo rivendica una certa superiorità.
Bene, cioè male perché alcune persone continuano a pensare che le donne femministe si ritengano superiori agli uomini e vogliano di più.
Quelle donne, che pensano questo, non sono femministe, soffrono di misandria.
Diciamo le cose con il loro nome.
E quegli uomini che, capiscono male, certe legittime proteste, pensando assurdamente che determinati articoli in cui si parla di alcuni, sottolineo alcuni, uomini violenti ci si riferisca a tutti gli uomini, beh hanno dei seri problemi.
Alcuni giorni fa un tizio è venuto a lamentarsi nella mia pagina per un articolo contro il maschilismo sostenendo che denunciare certe cose sbagliate contro le donne è contro producente e che bisognerebbe parlare anche delle discriminazioni subite dagli uomini.
Ha poi aggiunto che, insomma, le sentenze di tribunale sono tutte contro gli uomini che subiscono pene fin troppo severe per i reati commessi.
E tutto questo mi serve per dire alcune cose:
vorrei capire perché sembra davvero impossibile capire un testo scritto, che qualcuno ci vede attacchi personali, attacchi contro un'intera categoria, ecc.
Questa vignetta credo rappresenti al meglio certi deliri:
 

E' inutile che vi nascondiate dietro ad un dito: quando reagite male ad un post che parla di uomini che fanno violenza alle donne siete esattamente come il cretino in piedi nella vignetta, che, invece di pensare a prestare soccorso, si sente assurdamente offeso.
"Non tutti i guidatori" "Non tutti gli uomini sono violenti" "Non tutti gli uomini sono stupratori"
Chi lo ha mai detto?
Chi?
Chi considera tutti gli uomini stupratori?
Chi li considera tutti violenti?
Non vi fate pena da soli a pensare di sentirvi presi nel mirino invece di pensare a qualcuno che ha subito realmente violenza?
Non vi sentite un filo egoisti?
Se vostra madre si fosse fatta male per qualunque motivo stareste lì a farle la predica oppure pensereste a pensarle soccorso?
Dove caspita è finita l'empatia? Dove?
Mi sto VERAMENTE scocciando di gente che pensa alla sua unghia incarnita e pontifica contro gente che ha problemi veramente grossi.
Grossi!
Ma ci avete mai pensato come si sente una persona (donna, uomo o bambino non faccio differenze) che subisce violenza carnale?
Avete provate a pensare all'orrore di sentirsi violati?
Di essere costretti a fare qualcosa che non si vuole?
Siete capaci di farlo invece di pensare agli affaracci vostri?
A sentirvi vittime di sta ceppa!
Non siete vittime, siete egoisti, meschini e insensibili.
Chiamo le cose con il loro nome perché ne ho le scatole piene di vedere le persone soffrire ignorate e pure insultate!
Questi comportamenti sono indegni di una società civile.
Basta piagnistei: "Ma io non sono così!" e chi sta parlando di te?!?
Chi.
Vuoi dimostrare di essere diverso?
Non attaccare chi fa articoli per risolvere il problema, anche attraverso le parole, le idee e l'educazione (parole e idee possono cambiare il mondo. Il prof Keating aveva ragione!), fai qualcosa di utile, prova a capire cosa stanno passando le vittime, sensibilizza, non sentirti attaccato in quanto uomo perché nessuna donna di buon senso penserebbe mai che tutti gli uomini siano violenti.
Franca Viola, la prima donna che ebbe il coraggio di denunciare la violenza carnale subita, ha ripetuto fino alla noia di aver avuto un appoggio incondizionato dei suoi, in particolare di suo padre, suo padre un uomo del sud, che l'ha difesa e l'ha spronata e che senza di lui non avrebbe avuto la forza di andare fino in fondo forse.
Vi sembra una donna che odia gli uomini questa?
A me sembra di no.
E non lo sono neanche io.
Ho una stima immensa degli uomini intelligenti, che sanno combattere le loro battaglie con il proprio cervello e la propria autentica passione, i propri ideali.
Tra i miei miti ho tantissimi uomini.
E ho diversi amici maschi e non li considero cerco superiori o inferiori, li considero un meraviglioso contro-altare con cui parlare, confrontarsi, divertirmi.
Gli uomini perbene esistono. Sono più che certa che siano la maggioranza e che si faccia un torto prima di tutto a loro a scrivere boiate come:
"Ah poverino l'impulso del momento, sapete è un uomo, non è riuscito a trattenersi."
Detto sia quando uccide sia quando violenta.
Tipo l'ultimo caso, quello della povera Sara strangolata e bruciata dal suo ex che l'ha pure molestata, lo si vede dalle telecamere, chiedendole di fargli un pompino.
Ma scherziamo? Impulso? E' un uomo non sarebbe in grado di trattenersi a fare questo?
Non è un impulso, ha fatto del male, lucidamente.
Chiamiamo le cose con il loro nome: quest'uomo è cattivo, ha fatto del male, ha scelto di fare del male, non c'è stato nessun impulso. Considerava Sara un oggetto, non una persona.
Sono la prima a credere nella bontà delle persone ma so quanto è difficile essere buoni e finiamola con la storiella dell'infanzia difficile, della sofferenza pregressa e palle varie.
Finiamola.
Ha scelto di fare del male, punto.
Poi se mi dite che si debba fare un'educazione fin dall'asilo sulla parità di genere, attraverso importanti progetti educativi, avrete il mio appoggio incondizionato, perché purtroppo certi scelte scellerate nascono anche da una pseudo cultura (non cultura) in cui il maschio è cacciatore, superiore, ecc.
Possiamo cambiare, si può cambiare e partire da un'educazione diversa sarebbe un primo passo nella direzione giusta.
Non estirperà totalmente il male, magari no, ma voglio credere in un possibile cambiamento.
Perché gli uomini sanno essere migliori dell'ex fidanzato di Sara.
Non ho nessun dubbio su questo.
Uomini e donne possono e debbono camminare insieme.
Scusate il post arzigogolato.






2 commenti:

Krishel Mir ha detto...

Applausi, socia. Non potrei aggiungere altro a quello che hai detto.
Ci credo anche io.
La soluzione arriva proprio dall'empatia e dall'educazione.
Come ho detto e ripeto qui: il progetto per educare i bambini a rispettare le persone, a pensare che non esistono mestieri divisi per generi, c'è. Ma si è capito altro. E questo dovrebbe essere un esempio significativo di come la questione è grave.
Ma anche io come te penso che sia possibile camminare alla pari.
Però bisogna solo cominciare da qualche parte. E fare certa informazione, che rende vittima il carnefice, non aiuta.

Silvia Azzaroli ha detto...

Ti ringrazio per il tuo commento cara.
A me il gioco del rispetto piaceva e mi auguro che il progetto prosegua.
Cambiare le menti si può.

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