domenica 24 gennaio 2016

Cinema e Serie tv - I pregiudizi della critica


Buona domenica a chi mi segue in questo piccolo blog.
La bella idea lanciata da Director's Cult mi ha dato una motivazione in più per scrivere questo post.
Non ho intenzione di entrare nell'ambito della polemica sale/Zalone, ecc, sinceramente non credo che sia una cosa particolarmente importante, ci terrei invece a far notare come la nostra critica si divida in due inquietanti tronconi, sia in ambito cinematografico che seriale.

1- C'è chi ritiene che il nostro cinema e le nostre serie tv facciano schifo sempre e comunque e che qualunque film e telefilm statunitense  siano il meglio del meglio.
2- C'è chi invece che il nostro cinema e le nostre serie tv siano sempre favolosi, unici ecc e ovviamente schifa tutto ciò che viene dagli Usa.
Per me sono atteggiamenti sbagliati entrambi.
Tu critico che di mestiere sei pagato per vederti film e serie tv, come prima cosa dovresti sgombrare la mente da tutto, in primis dai pregiudizi e vedere con attenzione, vedere. Poi, dopo, onestamente valuterai se il prodotto vale o meno. Ma la nazionalità non deve valere niente.
Non mi ritengo un'esperta cinefila e seriale, mi piacciono tantissimo sia il cinema che le serie tv, sono molto selettiva, non posso negarlo, da quello che ho visto (e per mia fortuna ho visto tanto) schifezze ce ne sono anche negli Stati Uniti. Maggior quantità non significa maggiore qualità.
Una delle autrici più venerate in ambito seriale dalla critica made in Usa è Shonda Rhimes(quella di Grey's Anatomy per intenderci), che, ve lo dico senza mezzi termini, io considero la regina del trash, ma nessuno ha il coraggio di dirlo perché è nera, è donna ed è un po' in carne, diciamo così, quindi il povero critico che osasse far notare quante schifezze abbia partorito questa presunta regina delle serie tv (che al cinema, giustamente, non vogliono neanche gratis e ci sarà il suo motivo), verrebbe tacciato di razzismo e misoginia.
Sono pronta a scommettere che se fosse un'autrice italiana sarebbe stata messa alla pubblica gogna come gli autori dei cinepanettoni e di altre robacce come il peccato e la vergogna.
Mi ha meravigliato e non poco, sentire che a Venezia un film così innovativo come Lo chiamavano Jeeg Robot D'acciaio sia stato così osannato dalla nostra critica di solito prevenuta al massimo con tutte le novità.
Mi meraviglio perché la critica nostrana, se mi permettete la battuta, pare vivere realmente in un altro universo e non si rende assolutamente conto di quello che sia la realtà quotidiana: perché ci dobbiamo sputare addosso a prescindere? 
Da noi ci sono attori e registi che fanno schifo?
Credete che all'estero sia meglio?
Ho fatto l'esempio di Shonda Rhimes, ma ci sono innumerevoli schifezze che fanno ascolti o incassano una marea di soldi. Vediamo di finirla di ragionare con i paraocchi.
Abbiamo anche dei validi registi e anche dei validi attori, li abbiamo.
Ci sono autori che hanno il coraggio di sperimentare (ammetto ho un debole per Salvatores perché lo fa sempre anche a rischio di partorire obbrobri, invece di andare su binari sicuri), ci sono autori che sono amatissimi all'estero e che noi snobbiamo per il solo fatto che sono italiani.
Non voglio fare l'esperta né quella anti-americana, vorrei però ricordarvi che Trasformers 4 mica è un film italiano, ha fatto vagonate di soldi ed è un film da non vedere neanche al buio di notte, altro che Zalone!
E tra parentesi è l'ennesimo sequel, reboot, ecc.
E poi saremmo noi italiani quelli privi di fantasia?
Ora Mollica ha tanti difetti e non sopporto assolutamente il suo snobismo contro le opere straniere, vedere sopra, ma non ha torto quando dice che abbiamo anche noi qualcosa di buono da dare.
Poi lui esagera con "capolavoro, bellissimo, fantastico, eccezionale, si magna il film/serie tv americano" è irritante al cubo, non mi piace, ma esagerano pure gli altri sul fronte opposto.
Ho avuto la fortuna di andare a qualche festival del cinema e ricordo di aver scoperto con piacere un delizioso film nostrano, pubblicizzato dal "mostro" Zalone durante la presentazione alla radio di uno dei suoi film (credo fosse Sole a Catinelle), dicendo: "Tanto io non ho bisogno di pubblicità la gente viene a vedermi, mi conoscete parliamo di questo film che non si caga nessuno."
Il film era "Zoran il mio nipote scemo" una commedia agrodolce, bellissima, anche dura in alcuni momenti, con un cast in stato di grazia e girato superbamente. 
Io non ricordo di aver letto in giro nessuna critica positiva o negativa riguardo a questo film. Zero assoluto. Si parla tanto male di Zalone ma poi è lui che ne ha parlato, la critica dov'era? Troppo occupata a demolire Satana Zalone?
Magari mi sbaglio io a cercare di essere sempre aperta quando vedo ( e anche leggo) qualcosa però non sopporto la chiusura mentale della nostra stampa, l'incapacità di vedere il bello che ha da offrire il nostro cinema, salvo rare eccezioni.
Capisco che farlo per mestiere stanca, che vedere magari 4-5 film al giorno, nei vari festival, diventa pesante e allora si finisce per dire le stesse cose. Il cinema non andrebbe visto come in una catena di montaggio.
Non è salutare.
E' capitato anche a me di avere dei pregiudizi eh, nessuno ne è immune, ricordo tempo fa di essere andata al cinema a vedere Truman Show con poca voglia e poco entusiasmo, anche a causa di una recensione scritta da qualcuno che aveva compreso poco o niente del film. Ebbene ne uscì entusiasta.
Davvero fa bene sgombrare la mente. Andare oltre ai propri pregiudizi.
Chissà che prima o poi non capiti anche a me di andare a vedere un film di Zalone e magari riderci di cuore.
Buona serata.

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