lunedì 24 marzo 2014

"Paprika" di Satoshi Kon





Paprika (2006) 
[Paprika, Giappone 2006, Animazione, durata 90']
Regia di Satoshi Kon
Cast: Megumi Hayashibara, Tôru Emori, Katsunosuke Hori, Tôru Furuya,Yasutaka Tsutsui.
RECENSIONE CON SPOILER.

Grazie a Millenium Actress mi sono innamorata di questo regista Satoshi Kon che, lo ripeto, purtroppo ci ha lasciati troppo prematuramente nel 2010, lasciando un enorme vuoto nella cinematografia mondiale.
Prima di iniziare occorre ricordare che Paprika è tratto dall'omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui, il film fu presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia del 2006, dove ricevette notevoli consensi e uscì nelle nostre sale il 15 giugno 2007.
Se Millenium Actress era un film romantico dell'amore che insegue l'amore, questo è addirittura visionario, degno del miglior Lynch, con una grossa spruzzata de la Città Incantata di Miyazaki e Blade Runner di Ridley Scott.
Ricapitolando (santa wikipedia XD):

"In un futuro non troppo lontano, un'invenzione nota come DC Mini permette agli psicoanalisti di immergersi nei sogni, e quindi nel subconscio dei propri pazienti in modo da conoscere e curare stati alterati e problematiche nascoste dell'io. La dottoressa Atsuko Chiba, sotto lo pseudonimo di Paprika, comincia ad utilizzare questa procedura anche al di fuori della struttura ospedaliera in cui è capo della ricerca, sempre con il fine di aiutare le persone traumatizzate da eventi passati. Essendo la procedura ad alto rischio e ancora in via sperimentale, le DC Mini vengono custodite con la massima attenzione. Eppure alcune di queste vengono rubate, e subito l'equipe sospetta di uno dei dottori, scomparso misteriosamente. Il ladro si mette subito al lavoro e, grazie alla tecnologia trafugata, riesce a far vivere alle persone sogni ad occhi aperti, trasformando le sue vittime in pupazzi impazziti. La creazione di un 'sogno collettivo' che minaccia la distruzione dell'intera umanità spinge quindi Paprika ad entrare in azione per scongiurare l'imminente catastrofe."
 Dunque il potere dei sogni diviene un incubo per alcuni uomini, li trasforma in esseri senza volontà, tutto perché si è mescolato la notte con il giorno, i sogni notturni con quelli diurni, mandando in tilt il nostro sistema nervoso.
Paprika però non è solo questo.
E' anche il sogno di uomo che si crede Dio e vuole dominare tutto.
E' l'incubo ricorrente di un passato che ritorno per un altro uomo.
E' l'incapacità di alcuni di accettarsi così come si è, relegando nel subconscio la parte più vera e passionale.
Un rimando anche favoloso alla filosofia dell yin e yang, dove non c'è morte senza vita, non c'è notte senza giorno, non c'è uomo senza donna.
L'oriente mescola tante cose che per noi occidentali sono rigorosamente separate, da colore e sfumature, perché le cose non sono mai bianche o nere. Satoshi ci racconta il suo sogno/incubo ad occhi aperti senza mai tirare il freno a mano, arrivando uno strampalato lieto fine che accontenta gli amanti del romantico e spinge gli amanti della scienza a porsi nuove nuove domande e a cercare nuove sfide, senza però farsi annebbiare dalla sete di potere, senza mai far diventare i propri sogni in incubi.
Affascinante, cupo, visionario, dicevamo, con disegni  a volte dai colori vivaci e altre volte dai colori tenui, quasi sul pastello, quasi appena accennati.
Non sono sicurissima di aver colto totalmente il senso di questa pellicola così particolare, però è un viaggio folle, tenero, giocoso e malinconico che vale la pena compiere.
E ribadisco di nuovo: Satoshi ci manchi tanto.
Voto Nove direi.


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