giovedì 22 agosto 2013

Speciale Continuum



“2077.
Il mio tempo. La mia città. La mia famiglia.
Quando i terroristi uccisero migliaia di innocenti furono condannati a morte, ma avevano altri programmi.
Un dispositivo per viaggiare nel tempo ci ha portati 65 anni indietro.
Voglio tornare a casa ma non so dove tornerò se la storia verrà cambiata.
Il loro piano è corrompere e controllare il presente per manipolare il futuro.
Ma non avevano previsto una cosa:
Me”. Protector Kiera Cameron.

Continuum è una serie canadese del canale Show Case che va in onda dalla primavera 2012.
Ideata e scritta da Simon Barry con la collaborazione di svariati sceneggiatori, ha per protagonisti la brava Rachel Nichols (Kiera Cameron), il promettente Erik Knudsen (Alec Sadler), Victor Webster (Carlos Fonnegra), Stephen Lobo (Matthew Kellog), Lexa Doig (Sonya Valentine), la giovane promessa Richard Harmon (Julian Randol), Tony Amendola (Edouard Kagame), il mitico “Uomo che fuma di X-Files” ovvero William B. Davis (Alec Sadler da anziano), Magda Apanowicz (Emily), Hugh Dillon (Escher), Roger Cross (Travis Verta), Luvia Peterson (Jasmine Garza), Brian Markinson (Ispector Dillon), Nicholas Lea (agente Gardiner) e Ian Tracey (Jason).

La storia parte proprio dall’involontario viaggio nel passato di Kiera che diventa la spina nel fianco dei terroristi di Liber8 guidati da Kagame, Sonya e Travis che vogliono “corrompere e controllare il presente per manipolare il futuro” ovvero impedire che le Grandi Società che dominano il 2077 prendano il controllo all’inizio degli anni 2000.



Il mondo da cui proviene Kiera sembra perfetto: tutti hanno una casa, un lavoro, da mangiare, i crimini sono puniti velocemente, con prove certe grazie ai particolari dispositivi elettronici che sono impiantati nei “protector” come Kiera e che registrano ogni cosa.
Questi dispositivi ed altri incredibili marchingegni elettronici sono creati dalla SadTech, multinazionale del futuro fondata da Alec Sadler, la mente brillante, il loro geniale inventore.
Ed è proprio lui che Kiera conosce, tramite questi strani dispositivi, quando viene catapultata nel 2012 o meglio incontra la sua versione giovanile, ancora inesperto e fragile ragazzino che vive in una famiglia allargata in quanto la madre, dopo la morte di suo padre Mark Sadler, ha sposato Roland Randol e ha avuto da questi Julian Randol.
Alec(sia nella versione anziana che giovanile) e Julian, lentamente, acquistano sempre più spazio nella serie fino a diventare più importanti forse della stessa Kiera.
Lo spettatore scopre in loro delle figure molto carismatiche, l’uno il geniale inventore l’altro il predicatore dal carisma innato, due facce della stessa medaglia.
Ad aiutare Kiera, oltre ad Alec, vi è il distretto dell’ispettore Dillon ed in particolare il detective Carlos Fonnegra che, entrato in scena come una spalla molto scialba, dimostrerà di avere un grande carattere con il proseguo della storia anche se il suo interprete non brilla molto per espressività.
Ad allungare la lista delle figure interessanti vi sono Escher e Jason, uno padrone di una multinazionale, l’altro viaggiatore del tempo che combattono i misteriosi freelancer e cercano l’aiuto di Alec e Kiera.
Le tematiche toccate dalla serie sono di vitale importanza.
Innanzitutto lo spettatore viene posto di fronte a una società apparentemente perfetta e i terroristi dipinti come destabilizzatori di questo ordine, nonchè dei feroci assassini.
Qui gli autori dimostrano di avere ben chiaro in mente dove la loro storia vuole andare a parare. Ci portano nel cuore dell’ideologia che sta dietro a Liber8 ponendo allo spettatore un enorme quesito etico: il fine giustifica i mezzi?
Durante lo svolgimento della serie, Kiera dice una frase “Everyone has his own agenda” ovvero “ognuno ha il suo progetto” che serve non poco a spiegare i personaggi.
Nessuno di loro è totalmente buono.
Nessuno di loro è totalmente cattivo.
Tutti hanno degli ottimi motivi per fare ciò che fanno.
Tra i vari spunti di riflessione che la serie offre al suo pubblico, ritroviamo una questione vecchia come il mondo ma sempre attuale:
Dove può spingersi l’uomo con la sua genialità e la sua tecnologia?
La storia di Alec e il suo cammino ci affascina e ci spaventa.
E chi segue Continuum non può fare a meno di schierarsi con ognuno dei personaggi proprio per questo.
I personaggi, le loro storie, i loro ideali sono il punto di forza di Continuum.
Un punto di notevole forza che permette anche allo spettatore annoiato dai troppi episodi filler (e sono davvero troppi) di riuscire comunque a seguire la serie.
Il punto debole sono proprio i troppi episodi filler: la prima stagione ne era piena e rischiava di farci perdere il punto focale, ma la seconda ha riscattatto tutto questo.
Soprattutto gli ultimi tre grandiosi episodi.
Dove ci porterà Continuum?
Il finale della seconda stagione è strepitoso, ma è una lama a doppio taglio.
Solo uno sceneggiatore abile può uscirne vivo.
Simon Barry, finora, ha dimostrato di esserlo.
Speriamo che non si smentisca.


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