sabato 6 aprile 2013

La città di Arezzo - Prima Parte Reportage

Scorcio di Piazza Vasari, altrimenti detta Piazza Grande
"Giorgio, s'i'ho nulla di buono nell'ingegno, egli è venuto dal nascere nella sottilità dell'aria del vostro paese d'Arezzo". (Michelangelo Buonarroti)

Intanto, seppur in grosso ritardo, auguro a tutti buona Pasqua; forse sarebbe più corretto dire, mi auguro che abbiate trascorso una buona Pasqua.
E mentre fuori il tempo ricorda più una giornata di novembre, invece che una di inizio primavera, mi appresto a scrivere brevemente di Arezzo, la città che dette i natali a uomini illustri come Piero della Francesca, Guido Monaco, Caio Cilnio Mecenate, e in tempi più recenti il sottoscritto, che sicuramente i libri di storia del futuro ricorderanno come colui che riusciva a guardare 4 puntate di Fringe di fila, o come campione mondiale di sollevamento di polistirolo, insomma, tutte cose che resteranno scolpite in saecola saeculorum, non vi è dubbio alcuno. Probabilmente un tale, un certo Bergoglio, si è ispirato a me nello scegliere il nome per la missione a cui è stato eletto. E mentre cerco di non farmi prendere da quei simpatici signori di bianco vestiti, che vogliono farmi indossare a forza una camicia con le maniche che si abbottonano di dietro, vado a parlarvi un pò di questa piccola, grande città.
Propaggine più orientale della Toscana, la città è adagiata su una piana, circondata a nord dal Casentino e la valle dell'Arno, chesdegnoso le volta le spalle in zona di ponte Buriano, a est dalla Valtiberina, a sud dalla Valdichiana, e a ovest dal Valdarno e i monti del Chianti.
Città che storicamente ha avuto molta importanza fin dal tempo degli Etruschi, un cui era parte delle dodecapoli, prima di diventare avversaria, e poi alleata di Roma, fu Comune ai tempi del medioevo, ma fu sottomessa, non dopo aver strenuamente e fieramente combattuto contro i Fiorentini e i Senesi nell'eroica battaglia di Campaldino dove, per usare un gergo calcistico, la sconfitta fu "di misura", ma giocando fuori casa, in inferiorità numerica, e con l'arbitro venduto, probabilmente filo-juventino; dannati bianconeri, anche a quei tempi baravano, porcaccia la miseria.......
In tempi più moderni, e fino agli anni '60 circa, la città ha vissuto e prosperato di agricoltura e allevamento, fino alla svolta, avvenuta con l'apertura di 2 fabbriche storiche nell'economia aretina, il cosiddetto "fabbricone", ovvero lo stabilimento Sacfem, votato alla produzione siderurgica, e la Lebole, industria di confezioni, che nei momenti di maggior prosperità, occupava circa 5000 persone (sfamava 5000 famiglie, come erano soliti dire le persone che hanno memoria di quei tempi!).
Arezzo è in ogni modo famosa, sia in Italia che nel mondo, per l'altissima qualità della produzione di oggettistica in oro e argento, primato che detiene ex-aequo con Vicenza e Valenza, e nonostante la crisi mondiale, occupa tuttora un numero altissimo di addetti, sicuramente in calo rispetto ai tempi d'oro, in cui erano mille e oltre le fabbriche o i piccoli laboratori deputati alla lavorazione, ma che rimane pur sempre un settore tutto sommato in buona salute, soprattutto grazie alle esportazioni in tutto il mondo, essendo un settore che privilegia comunque la qualità alla quantità.
Oltre al settore sopra citato, l'economia locale si basa principalmente sul settore artigianale e siderurgico, dove sono le piccole e medie imprese a dominare la scena, sul terziario avanzato e servizi, mentre l'agricoltura, non è più il settore trainante, ma si basa su alcune eccellenze, come ad esempio il fagiolo zolfino del Valdarno, la patata rossa di Cetica, il prosciutto del Pratomagno, salumi e formaggi prodotti in tutte le vallate, le bistecche di vitellone bianco dell'Appennino Centrale (la cosidetta "chianina"), la produzione vinicola, tra cui spicca il Chianti Colli Aretini.
E' indubbio che uno dei motivi per cui vale la pena venire a visitare Arezzo, è per farsi una pantagruelica e soddisfacente mangiata in una delle tantissime trattorie che disseminano la città, specialmente all'interno del centro storico, o presso una delle numerose strutture agrituristiche, spuntate come funghi negli ultimi decenni.
A tal proposito, non posso fare a meno di citare alcune strutture, che ben conosco per averci pranzato personalmente, come l'Antica trattoria l'Agania (http://www.agania.it/it/index.php), dove in un ambiente tipico e d'atmosfera, con personale gentile e accogliente, potrete gustare in tutta pace, e a prezzo molto contenuto, tutti i piatti tipici della cucina toscana, tra cui spiccano le pappadelle al sugo di nana (per i non pratici del vernacolo locale: tagliatelle al sugo di anatra, tutto rigorosamente fatto in casa, dalla pasta al sugo, roba D-E-L-I-Z-I-O-S-A!), o l'immancabile bistecca alla fiorentina cotta alla brace (e con bistecca alla fiorentina, intendo la vera Chianina, di vitellone bianco locale, frollato almeno 2 settimane, e non le bistecche fatte con carne di frisone olandese o angus irlandese, altrettanto buone, ma non è la stessa cosa, fidatevi!),  o la Trattoria la Vigna (http://www.trattorialavigna.it/), dove potrete gustare, tra gli altri, la famosa Ribollita, la zuppa etrusca, o la deliziosa polenta di cinghiale; unica avvertenza, ricordatevi di indossare dei pantaloni comodi, per poter digerire senza costringere troppo il vostro pancino nel dopo pranzo!
Una valida alternativa alla trattoria, è una delle innumerevoli botteghine di alimentari, dove potete gustarvi due belle "sleppe" (=fette) di pane toscano croccante, magari un bel culaccio (la parte iniziale/finale del pane da kilo), guarnite con dell'ottimo prosciutto crudo tagliato a mano, o del delizioso salame toscano, il tutto ovviamente guarnito da del vino, nero o rosso, a seconda dei gusti! Di botteghe simili è piena la città, e i paesini nei dintorni, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
E dopo aver pensato a riempire lo stomaco, consiglio caldamente un bel giro nel centro storico, in primis perchè ne vale veramente la pena, e in secundis, perchè "a secco non si mura", come si dice qui, per cui avrete innaffiato le pietanze con dell'ottimo nettare d'uva che si produce da queste parti, e non sarebbe certo un bel ricordo di Arezzo una sostanziosa multa per guida in stato di ebbrezza, per cui, onde evitare di incorrere nell'inflessibile vigile di turno, come dicevo, andate a vedervi un pò le bellezze che questa città offre al turista, eviterete una multa, e sicuramente digerirete meglio!
Il Duomo, che domina Arezzo alla sommità del centro storico
Va detto che Arezzo è una città che si visita bene in una giornata, a volersela prendere comoda, ciò non vuol dire che non abbia cose belle da offrire, questo proprio no.
Forse alcuni di voi conosceranno Arezzo avendo visto alcuni scorci nel film di Benigni "la vita è bella", o per esserci capitati ai tempi d'oro di "Arezzo Wave", ovvero a cavallo tra la fine degli anni '90 e i primi anni del 2000, ma Arezzo ha molto di più da offrire.
Intanto, si può arrivare comodamente sia in treno, che in autostrada; il primo, serve bene la città sia da Firenze che da Roma, e vi scende giusto a due passi dal centro storico, mentre il casello vi fa uscire giusto a pochissimi km dalla città, e in questo caso, consiglio di parcheggiare l'auto al parcheggio Pietri, ampiamente segnalato; è a pagamento, come la maggior parte dei posti, ma permette la sosta lunga, e soprattutto è a pochissima distanza dal centro, a cui è collegato con un comodo sistema di scale mobili.
Ad ogni modo, fate in modo di avere una piantina topografica, per potervi meglio orientare, e preparatevi a un tuffo nella storia!

Prima parte del reportage sulla mia amata città, alla prossima ^^




1 commento:

Silvia Azzaroli ha detto...

Non ti avevo ancora commentato caro socio e devo dire che nonostante l'ora tarda mi hai fatto venire una voglia matta di pappardelle al sugo di anatra, di fiorentine e di fette di pane toscano con crudo con vino nero^^!
Ahaha favoloso il riferimento storico agli arbitri filo juventini XD e belli gli aneddoti fringeschi, non temere se ti rinchiudono al Saint Claire verrò anche io, sia mai che uno degli infermieri abbia le sembianze del giovane Bishop: quanto sono simpatica XD!
Domani leggo la seconda parte ed è sempre un piacere ospitarti qui, smack!

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