mercoledì 27 marzo 2013

Orfani di Fringe, consigli per uscire dal tunnel (ATTENZIONE SPOILERS!)

PER CHI NON AVESSE FINITO DI VEDERE FRINGE, ATTENZIONE SPOILERS!!!!!


E dopo le presentazioni di un paio di giorni fa, ecco che mi appresto, non senza un pizzico di emozione, a pubblicare il mio primo articolo qui, nel "Silvietta's world", ma prima voglio porgere un caloroso saluto a tutte le mie dolci e leggiadre lettrici, e a tutti i lettori, sperando che questo sodalizio sia lungo e proficuo!

Come sapranno i fans che non siano vissuti su Marte in questi ultimi mesi, dopo 5 anni e 100 episodi, le (dis)avventure della Bishop family e co, alfine sono giunte al termine; è vero che sono già 2 mesi e un pò che (forse), i Nostri, si stanno godendo la pensione, per cui, scusate il ritardo. Con queste righe, voglio fare una breve rassegna delle serie televisive che sto seguendo, e che potrebbero aiutare a uscire dal "Tunnel", tutti coloro che proprio non si rassegnano a vivere in un mondo in cui la mancanza di Walter Bishop è pesa, veramente pesa da sfangare (immaginate una Astrid a caso, per esempio, in piena crisi d'identità, da quando nessuno la chiama più Ester, Ostrich, Ashram, e addirittura, Kelly!)
E' bene ricordare, di nuovo, che queste righe, inevitabilmente contengono (anche) spoilers sulle seguenti serie TV (in rigoroso ordine alfabetico), pertanto regolatevi di conseguenza!

  • Alias;
  • Breaking Bad;
  • Fringe;
  • Oz; 
  • The Wire.
 Ora, prima di parlare delle "nuove" serie, vorrei soffermarmi (RIPETO, SPOILER ALERT!) ancora un pò su Fringe, e su un finale che, dire ha spaccato i fans in due o più fazioni, è nient'altro che un eufemismo: da una parte, i cosidetti "Poliviani", che hanno adorato, "senza se e senza ma", il modo in cui i nostri eroi, dopo mille peripezie, hanno avuto -finalmente, direi!-, il meritato riposo; dall'altra, coloro i quali lo hanno catalogato come una ciofeca super-mega-galattica-se-trovo-wymann-lo-strangolo! Il mio giudizio in merito al series finale, e alla serie nella sua interezza, si colloca esattamente in mezzo a questi due estremi, con questi che reputo lati positivi:
  • le ultime 2 puntate sono molto belle, intense emotivamente, e con tanta azione; 
  • dopo una stagione 5 in cui è stata spesso e colpevolmente in panchina, torna protagonista la nostra cara Olivia (alzi la mano a chi già manca il suo bellissimo modo di "parlare" con le mani!); 
  • il ritorno, seppur fugace, dell'universo "over there", con Alt-Liv e Lincoln Lee; 
  • l'assalto al Quartier Generale dei Pelatoni, in cui è stato fatto largo uso di sostanze chimiche che strizzavano l'occhio a tanti casi delle stagioni precedenti; 
  • il ritorno di Broyles e di December. 
I lati negativi, anzi IL lato negativo è che alla fine del Salmo, è stato il finale che, più o meno tutti ci aspettavamo, come minimo dal preciso istante in cui Etta ci lasciò, molto inaspettatamente, alla quarta puntata, anzi, mi era frullato in mente qualcosa del genere fin dall'incipit della seconda, iniziata, come la prima, con il ricordo della famigliola felice al parco, ignara di ciò che sta per accadere da lì a breve.
Così è stato, un bel reset, e vissero tutti felici e contenti, e per quanto, ripeto, Liv e Peter si son meritati appieno la pensione, perchè non so chi più di loro, si potesse meritare il privilegio di poter crescere la loro bimba in santa pace, ma è anche vero che il reset era "appena appena" scontato e prevedibile, tralasciando tutti i plot-holes seminati per la strada, tutti i misteri irrisolti, le inconguenze o passaggi a vuoto, come per esempio Peter chippato, ecc. ecc.







Ad ogni modo, mi sono imposto di prenderlo per quello che è, cioè intrattenimento, quindi ho guardato in special modo questa ultima stagione in modalità "sospensione dell'incredulità OFF", e da questo punto di vista, la serie TV mi è piaciuta molto, sia a livello globale, che di quinta stagione; peccato perchè alcune (molte) potenzialità sono state inespresse, o sfruttate male, ma è indubbio che Fringe è una serie che mi rimarrà nel cuore per tanto, tanto tempo, e qui calo il sipario, non prima di consigliare a chi, avesse seguito la serie in italiano, di procurarsi dei bei sottotitoli, e farsi un rewatch completo in lingua originale, che è tutt'altra roba, fidatevi!

Eccoci quindi al "protocollo terapeutico disintossicante" che sto seguendo, grazie alla quale, piano piano, "vedo la luce in fondo al tunnel"; detto protocollo prevede l'assunzione di "Alias" compresse, una al dì;
"Breaking Bad" bustine effervescenti dopo i pasti; "Oz" fiale per via endovenos, 3 volte al giorno; e infine una bella flebo di "The Wire" a giorni alterni, e secondo necessità.


ALIAS 

Uno dei primi lavoro di JJ Abrams, andato in onda dal 2001 al 2006; probabilmente lo conoscerete meglio di me, che a onor del vero sono giunto solo alla seconda puntata della prima stagione, dopo aver visto, durante l'inverno, qualche puntata sparsa delle prime due stagioni, che venivano trasmesse sulla piattaforma Premium.

A quello che ho potuto vedere finora, l'azione la fa da padrona, con la nostra eroina Sydney Bristow, una bravissima e carinissima Jennifer Garner nei panni di un "double-agent", abilissima nel trasformismo e nei combattimenti corpo a corpo; i misteri sembrano essere la chiave di volta dello show, visto che si parla di "profezia", "il prescelto", "il passeggero", e ci sono tanti rimandi a un certo numero 47, e a dei manoscritti di un tale Rambaldi, per ora solamente "tratteggiato", ma che sembrerebbe avere il fascino magnetico di un "certo" William Bell, prima che iniziasse a collezionare i Gormiti, ehm, gli animali con cui voleva popolare il suo "Brave new world".
Il mio modesto parere è che la serie merita veramente di essere vista: tanta azione, storia solida, e ben congegnata, musiche coinvolgenti, e misteri in gran quantità.
L'assunzione regolare non ha mostrato finora nessun effetto collaterale. 


I due protagonisti di Breaking Bad, Jessie Pinkman, e Walter "Heisemberg" White
BREAKING BAD
Onestamente, credo che sia il telefilm perfetto, anzi, IL TELEFILM, e non so quante volte, alla fine di un episodio, mi sia ritrovato a pensare fra me e me: "questo E' L'EPISODIO PERFETTO", salvo dovermi ricredere sin dalla puntata successiva! Unica pecca, riscontrata finora, è la lunga pausa tra l'ultima puntata, la 5x8, andata in onda tipo a settembre, e la 5x9, che andrà in onda a luglio o giù di lì (piccolo appunto personale: invece di spezzare assurdamente le 16 puntate, potevano chiamare la seconda parte, stagione 6, lo so, è un dettaglio, un particolare insignificante, un pò come il vestito che vendono a 19,99 invece che 20!).
Ma veniamo a parlare di questo superbo, eccellente prodotto della AMC (la stessa di Rubicon e Mad Max), che fin dalla prima stagione, fa incetta di Emmy, a discapito di altri prodotti e attori altrettanto valevoli (John Noble, tanto per dirne uno a caso!), ma che hanno la sola colpa di essere contemporanei del Re del piccolo schermo.
La premiere, il pilot, si apre in maniera surreale, da film di Tarantino old-style, mi verrebbe da dire: deserto del New Mexico; un personaggio sulla cinquantina, trafelato, che indossa maschera antigas e mutandoni tipo quelli della nonna, sta registrando con una video camera un messaggio per la sua famiglia, mentre in lontananza si ode una sirena; l'uomo in mutandoni è un superbo Bryan Cranston (forse qualcuno di Voi lo conoscerà come il papà della serie "Malcom", e interpreta Walter White, un talentuoso chimico, che però vive insegnando in un Liceo, e lavando auto il pomeriggio per arrotondare; oserei definirlo un'americano medio (almeno secondo i canoni che ci mostra la tv!), che vive con la sua bella moglie in dolce attesa, e figlio (adolescente, con una grave semiparesi cerebrale, costretto a camminare con le stampelle!) nella tipica villettina americana, ma questa routine sta per essere spazzata, perchè il nostro Walter White, ben presto scoprirà di avere un cancro ai polmoni allo stadio terminale, che tradotto in soldoni, significa al massimo un altro paio di anni di vita.
A questo punto,si scatena in lui una gran voglia di essere "vivo" veramente, come non lo era mai stato fino a allora: Walter, il marito mite e un pò imbranato, decide che è il momento di sfruttare la sua abilità nel campo della chimica in maniera diversa rispetto all'insegnarla a alunni svogliati, e insieme a un suo ex alunno, Jesse Pinkman (un Aaron Paul bravissimo a interpretare un personaggio dalle mille sfumature, e che son sicuro che piacerà a tutte le fans di Joshua Jackson), si mette a "cucinare" la meth, i famigerati cristalli di metamfetamina (vera piaga negli USA, prodotta artigianalmente e approssimativamente in laboratori improvvisati, causa ogni anno di numerosi morti e feriti gravi).
Scopo della sua attività illegale, è fare abbastanza soldi da poter lasciare ai suoi cari, nel momento della sua dipartita, ma il goffo mister White, ben presto diventerà uno spietato "Heisemberg", e "quickly broken bad" (da qui il "Breaking bad" del titolo,che significa tipo "dare di matto", "baltare de capo", come si dice a Arezzo), e tra omicidi, rapine, tradimenti a parenti e amici, e complicazioni varie, ben presto diventa palese la reale natura delle cose: non si tratta di Walter White, che soffre per un cancro ai polmoni, Walter E' UN CANCRO, che si allarga a dismisura, fagocitando tutto e tutti, e riuscendo persino a turbare l'avvocato Saul Goodman, il "Tom Hagen" della situazione, ma molto più "alla mano" (esilaranti gli spot televisivi "Better call Saul").
Ah, un "piccolo dettaglio secondario": il cognato di Walter White, è un agente della DEA.........(musichetta inquietante in sottofondo......), con una moglie cleptomane; tra le guest star, abbiamo avuto Danny Trejo, e Steve Bauer (Manny, braccio destro di Tony Montana nel film "Scarface").
Che altro dire..... se non lo conoscete, recuperatelo e guardatelo, è assolutamente superbo, superlativo, da non perdere; se lo conoscete, sarete impazienti come me, e non vedete l'ora di poter mettere le mani sulle ultime otto puntate dello show.
Impeccabili la regia di Vince Gilligan, ottima la fotografia di Michael Slovis, magnifici i dialoghi, altrettanto magnifici, anzi magistrali, le due o tre puntate in cui i dialoghi sono al minimo, e tutto si gioca sullo sguardo, sull'espressione, sull'inquadratura rivelatoria.
Dulcis in fundo, al pari di Lost e Fringe, esiste una dettagliata wiki sulla serie: http://breakingbad.wikia.com/wiki/Breaking_Bad_Wiki
Assumere con cautela, perchè produce fortissima assuefazione.

OZ
Diminutivo di "Oswald maximum security prenitentiary", è un telefilm prodotto dalla statunitense HBO, andato in onda dal 1997 al 2003; in Italia sono state trasmesse solo le prime 4 stagioni da TELE+, mentre la 5 e la 6 sono inedite, e rintracciabili sul web, con sottotitoli abbastanza approssimativi.
Il telefilm racconta in maniera dura, cruda e realistica, la vita all'interno del penitenziario di massima sicurezza, in cui Tim Mc Manus, soprannominato "il Redentore", ha istituito un braccio speciale, chiamato "il Paradiso" ("Emerald City" in inglese), in cui i detenuti, vivono in speciali celle in plexiglass al posto delle sbarre, chiamate "acquari, e sono controllati a vista 24 ore su 24.
Il cast dello show è assolutamente superbo:
  • Harrold Perrineau Jr (Lost, Matrix reloaded) interpreta Augustus Hill, cantastorie di ogni puntata, e costretto su una sedia a rotelle, dopo una rovinosa caduta dal tetto di un palazzo;
  • Kirk Acevedo (il mai troppo rimpianto Charlie di Fringe) interpreta Miguel Alvarez; suo nonno, Ricardo, che appare in due brevi cameo, è interpretato dall'ormai ottantenne Tomás Quintín Rodríguez Varona, altrimenti noto come Tomas Milian;
  • JK Simmons (Will Pope, the Closer) è Vernon Schillinger;
  • Adewale  Akinnoye-Agbaje (Mr. Eko in Lost) è Simon Adebisi);
  • Eamonn Walker (avvocato in Justice) è Kareem Said;
  • Christopher Meloni (Elliot Stabler, Special victims unit) è Chris Keller;
  • Zejliko Ivanec (Donnie Brasco, Lost, Law & Order, Dr. House, Heroes, The Event) è il Governatore Devlin, corrotto e cinico;
  • Kathrin Erbe (Alexandra Eames in Criminal Intent) è l'unica donna nel braccio della morte, condannata per l'omicidio volontario della sua bambina;
  • BD Wong (George Huang in Special victims unit) è Padre Mukada;
  • Dean Winters (Special victims unit, Sex and the city, NYPD, CSI Miami, Terminator the Sarah Chronicles stories) è Ryan 'O Reily; 
  • Lance Reddick (il buon vecchio Phillip Broyles) è un agente della narcotici sotto copertura;
  • Luiz Guzman (Pachanga in Carlito's way), è Raoul "El Cid" Hernandez;
All'interno del Paradiso, i detenuti sono organizzate in bande: 
  • Gli Ariani: Un gruppo di neonazisti numeroso e potente, in perenne contrasto con gli Zombie e con i musulmani, e capeggiati da Vernon Schillinger;
  • Gli Zombie: Il gruppo, sempre piuttosto folto, dei 'fratelli' afroamericani. Inizialmente guidato da Simon Adebisi; sono in perenne lotta per il controllo dello smercio di "tette", ovvero gli stupfacenti, all'interno di Oz;
  • I Latinos: gli Ispanici de "El Norte", con a capo Miguel Alvarez, poi rimpiazzato da Hernandez, poichè ritenuto "troppo bianco"!.
  • I Centauri; Motociclisti super-tatuati, alleati e collaboratori degli Ariani per tutta la serie.
  • I Musulmani: Imam Karim Saeed, per lungo tempo guida il gruppo, cercando di mettere pace tra i vari gruppi rivali, e praticando la non violenza
  • I Siciliani: il gruppo più potente del Paradiso, almeno agli albori della serie, hanno il controllo totale dello spaccio. I "wiseguys", gli "uomini d'onore", sono comandati da Nino Schibetta, e successivamente dal figlio Peter; ben presto le famiglie all'esterno del carcere, scontente  per come Peter Schibetta gestisce gli affari, nominano Antonio Nappa (interpretato da Mark Margolis, che appare in alcuni cameo in Breaking Bad, nel ruolo di Don Antonio Salamanca); alla morte di Nappa, subentra Chucky Pancamo; notare come i nomi degli uomini d'onore italo-americani siano un "filino" stereotipati: Nappa, Ortolani, Schibetta....
  • Gli Irlandesi: Gruppo poco numeroso e scostante, guidati da Ryan O'Reily, gran manipolatore, e abile psicologo;
  • I Gay: omosessuali dichiarati, tacciati da tutti come "checche" per via della loro sessualità esplicitata, talvolta, con costumi e trucchi appariscenti.
  • I Cattolici: gruppo di credenti che si impegnano nella diffusione della religione cattolica tra i detenuti.
  • Gli Altri: tutti quei detenuti che non sono affiliati a nessuna delle precedenti bande. Formano un gruppo a sé stante per gli appartenenti alle altre gang, e vengono spesso coinvolti in vendette trasversali.
Risse, accoltellamenti, tentativi di fuga e stupri sono piuttosto frequenti, e raccontati in maniera esplicita e realistica, per questo il telefilm non è alla portata di tutti gli "stomaci"; le 6 stagioni si compongono di 8 episodi (la 4 è composta di 16 puntate), ciascuno di 55/60 minuti, e personalmente, scorrono molto veloci; gli episodi in genere si aprono e si chiudono con la voce di Augustus Hill, voce narrante, che introduce un personaggio e la sua storia, o l'argomento di puntata.
In definitiva, si consiglia di "assumere" per via endovenosa, ma attenzione, come per Breaking Bad, l'assuefazione è molto molto facile, e alla fine di ogni puntata, se supererete la possibile repulsione, dovuta alle non infrequenti scene di violenza, o sesso omosessuale, Vi ritroverete a essere come un tossico con la scimmia, e ne vorrete di più, sempre di più, io vi ho avvertito!

Adesso possiamo passare all'ultimo (in ordine alfabetico), ma non ultimo, ovvero

The Wire 

Lance Reddic interpreta Cedric Daniels, protagonista di The Wire

Come Oz, prodotto della HBO, e trasmesso dal 2002 al 2008, è un procedural polizesco, un pò stile CSI, ma molto meno spaccone e con una trama abbastanza orizzontale, che si dipana puntata dopo puntata, stagione dopo stagione; si svolge in una Baltimora devastata dal crimine, a cui le squadre di Polizia dei vari distretti, tentano di dare un argine, rimanendo spesso con le pive nel sacco, nonostante siano comandate da poliziotti cazzuti e competenti, per esempio il Capitano Cedric Daniel, un semisconosciuto (al tempo) Lance Reddick coi capelli, ma con lo stesso, immutato sguardo di ebano, che tanto lo ha fatto amare dai fans di Fringe.
Come in Oz, i fatti sono trattati nudi e crudi, senza essere filtrati per occhi abituati a vedere Buona Domenica o Amici di Maria De Filippi, ovvero la verità viene sbattuta in faccia, senza essere edulcorata per i deboli di stomaco, e la Baltimora della serie in questione, è in realtà la summa del sottobosco malavitoso di ogni città a stelle e strisce: se in genere le maggiori produzioni ci hanno propinato un modello di vita negli States, basato sul sogno americano, o sulla famigliola felice che vive nella villettina con giardino e altalene per i bimbi, The Wire capovolge il paradigma di 180°, e ci mostra "l'incubo americano", vere e proprie cartoline dall'inferno dei Ghetti, dove afro-americani, ispanici e altre gangs si fanno la guerra per contendersi un angolo di strada, dove un fottuto giorno che passi a spacciare, è un giorno in cui hai ingannato la morte, ma tranquilli, la puoi fregare una volta, due volte, ma alla fine ti presenta sempre il conto da pagare, immancabilmente, implacabilmente, è la vita del ghetto, baby, occhi aperti e stare in campana!
Per certi versi, ricorda un pò certe produzioni di Spike Lee, per esempio "Nella giungla di cemento", e data la grandezza del regista, è un paragone che credo renderà orgogliosi i produttori di questa serie che, per quanto ho visto fino a ora, è veramente tosta.
E' caldamente consigliata l'assunzione con agocannula per via endovenosa, a giorni alterni, tra una dose di Oz, e una pillola di Breaking Bad, con nessun particolare effetto collaterale!
Spero di averVi illustrato adeguatamente il quadro della situazione; come potete vedere, a parte Breaking Bad, le altre 3 serie sono già finite da un pezzo, pertanto presentano l'innegabile vantaggio di poter essere viste tutte d'un fiato, una volta recuperate le puntate; soprattutto, tolto Alias e Breaking Bad, prodotti decisamente famosi, gli altri 2 in Italia, per quanto ho potuto trovare in rete, sono inediti o quasi, pertanto mi sento di consigliarli caldamente, al netto delle avvertenze per coloro i quali potrebbero essere turbati da scene decisamente forti; ma del resto la vita non è una passeggiata romantica su un viale alberato, e comunque vada, non ne usciremo vivi, disse un tale........ quindi miei cari lettori, preparatevi bibite e popcorn, piazzatevi in poltrona, e iniziate lunghe sedute disintossicanti, per dimenticare una volta per tutte Walter e le sue mattane.....poi, tra qualche mese, vedremo come disintossicarVi da Jesse Pinkman, da Cyril 'O Reily, da Cedric Daniels, o da Sydney Bristow........ a quello ci penseremo a tempo debito!

See you soon lads!
Donald
mail: mafra2001@gmail.com

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