domenica 6 gennaio 2013

Ennesimo suicido provocato dai bulli e come sempre si assolve il branco


NOVARA -
Un gesto all'apparenza immotivato quello che ha spinto Carolina Picchio, una ragazzina di soli 14 anni, a togliersi la vita lanciandosi dal balcone dell'appartamento del padre, a Novara.
 Il fatto è accaduto nella notte tra venerdì e sabato, quando la studentessa dell'Itc Pascal di Rometino ha scelto il terzo piano dell'abitazione paterna per farla finita.

Leggi anche: Pordenone, 16enne si lancia dal 7° piano. Nessuna spiegazione al gesto -

La procura della Repubblica ha già aperto un'inchiesta, ma l'accusa più pesante viene dagli utenti dei social network, primo tra tutti twitter. Nel giorno dell'Epifania, la cittadina piemontese lancia l'hashtag #RIPcarolina e molti amici e conoscenti parlano di bullismo: Carolina si sarebbe tolta la vita perché ripetutamente insultata a scuola da coetanei e compagni di scuola. La ricordano com'era, Carolina. Una ragazza giovane ma bellissima, sorridente e sportiva. Gli amici vogliono fare luce sulla vicenda e si scagliano contro gli organi di informazione che non le hanno dato il giusto risalto, "pensano solo ai tweet di Monti o al pancione di Belen", dice qualcuno. "Facciamo salire il trend", scrive un altro.


Fonte: Leggo



Buona domenica.
A me, Silvietta, queste cose mandano letteralmente in bestia perché non si fa niente prima per proteggere la vittima dei bulli e non si fa niente dopo per condannare il branco, anzi lo si assolve con la storia "sono ragazzate, non possono fare del male".
Certo essere presi costantemente di mira per il proprio modo di essere NON FA MALE, NO!


Ci si sente solo inutili, si pensa solo che la propria vita non valga un cazzo e ci si sente persino in colpa a stare male per gli insulti in quanto
"Siete troppo permalosi"
Un ragazzo su facebook mi ha riportato questa sconcertante dichiarazione di un preside dopo un altro suicidio...

"«Ho sentito di dover scrivere sia per ricordare Matteo - ha detto la professoressa Cogno, che ieri mattina ha trascorso il minuto di silenzio con i ragazzi di II B e con i «discoli» di II D - sia perché i suoi compagni non devono sentirsi colpevoli se hanno fatto qualche battuta come si fa tra ragazzi. So che qualche volta hanno dato a Matteo dello scroccone perché chiedeva un pezzo di merendina, ma sono cose che i ragazzi fanno senza che sia considerato un dramma». Ancora: «Il mio non è un atto che assolve. Io voglio il rispetto delle regole, è ovvio, voglio che si sia rigorosi nel punire quando è giusto punire. Ma quando non ci sono colpe non mi pare logico colpevolizzare. I giovani devono poter credere negli adulti: devono sapere di essere puniti se lo meritano e difesi se non hanno sbagliato. In questo caso vanno difesi dal linciaggio morale». Il responsabile degli ispettori ministeriali Luigi Favro ieri mattina ha ancora ascoltato alcuni docenti e studenti. «L'ispettore non ha rilevato - dice la preside - nessun episodio di bullismo tale da aver potuto causare il gesto estremo di Matteo»."

Società merdosa, preside merdoso e ispettore merdoso.
A pulire i cessi dovreste finire!
Una Silvietta molto ma molto incazzosa...


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