venerdì 2 settembre 2011

L'Agricoltura futuro dell'Italia?

Buon venerdì a tutti!
In primo luogo mi scuso per la mia assenza prolungata anche nei blog che frequento, ma qui la connessione va e viene, riesco a malapena a controllare la posta e ci sono un mucchio di cose da fare: spero di riuscire a passare al più presto anche da voi cari amici blogger!
Stamane stavo ascoltando a Radio Rai Uno un programma intitolato "Buona Condotta", dove, tra le altre cose, parlavano di un interessante progetto di stage agricoli, non ricordo quali fossero le regioni interessate ( mi pare ci fosse l'Umbria), in ogni caso tali stage coinvolgevano varie università, non solo del campo agricolo.
L'intento era recuperare degli uliveti abbandonati da anni, intento perfettamente riuscito grazie alla buona volontà e all'impegno di insegnanti e studenti coinvolti nel progetto, da rimarcare il fatto che tali studenti sono giovanissimi, che ora producono così tante olive da essere in grado non solo di vendere olio buono a prezzi ottimi, ma pure di fare delle bottiglie commemorative dei 150 anni dell'unità d'Italia.
E' bello sentire, di tanto in tanto, parlar bene di noi giovani, in tv sembra essere diventato lo sport nazionale sputare sentenze sui noi "bamboccioni".
E' importante anche sottolineare che ovviamente questi ragazzi hanno avuto un aiuto economico dallo stato, prontamente restituito peraltro.
Il famoso critico enogastronomico Raspelli commentando la vicenda ha detto " Investiamo di più nel settore agricolo sempre troppo mortificato in favore di quello industriale soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale".
Prima cosa: in effetti è vero che spesso lo stato ha preferito aiutare le grandi fabbriche industriali piuttosto che gli agricoltori.
Seconda cosa: è però altrettanto vero che le grandi multinazionali agricoli hanno preso pure loro dei bei soldoni.
Terza cosa: come sempre sono le piccole-medie imprese ad essere massacrate in ogni settore.
Quarta cosa: non sarebbe poi un gran male incentivare i giovani non solo nel settore industriale ma pure in quello agricolo perché non è vero che tutti i ragazzi non vogliono fare, semplicemente a molti di loro mancano i mezzi...
Che ne pensate?
Buona giornata, Silvietta

5 commenti:

Locomotiva ha detto...

Mi verrebbero battute varie su certa gente che che dovrebbero andare a zappare la terra, ma mi astengo.

Poi, bah: sono esperimenti che non so quanto si possano riprodurre nella realtà.
Realtà, quella dell'agricoltura che è un incrocio di norme e contributi comunitari, non certo dl contadino che si alza all'alba come nei sussidiari dei miei tempi.

Quindi, è un po' da vedere se un imprenditore abbia voglia di impiantare una attività (senza una università che ci mette l'avviamento) e se poi non si trova strozzato dalle regole.

Dalle mie parti, hanno lasciato risaie per piantare soia - c'erano i contributi.
Una volta all'anno passavano con la ruspa, ribaltavano tutto e ripiantavano. E lo abbandonavano li fino all'anno dopo.
Che il contributo era per piantare soia, non per raccogliere soia.
O quello che deve far arrivare il grano per le mucche dalla Turchia perché a Cremona preferiscono prendere i contributi per altro piuttosto che piantare quello che venderebbero.
E quando ti pagano di più per non coltivare che per coltivare, bah...

Certo, se uno si fa una nicchia in cui vende qualcosa di "diverso" può anche camparci bene.
L'intenditore magari c'è.
E ci sono tanti 'presunti intenditori', quello che non riconosce il tavernello dal kerosene, ma compra la roba speciale perché è speciale.
Lì c'è ad far bei soldini.

Tipo il bettelmatt dell'Ossola.
Esiste da secoli e nessuno lo sa fino al giorno in cui un grande cuoco ha scoperto questo formaggio e l'ha messo in un suo piatto.
Adesso fanno le aste delle poche forme che scendono dagli alpeggi - parlavano di trentasei euro al chilo, contro i dieci/dodici del formaggio 'normale' che non si chiama Bettelmat.
E tu capisci che vendere dieci forme e cavarne cento o cavarne trecentosessanta, bhè, cambia...

Le Jene ha detto...

L'idea in sè non è male, anche se ovviamente come molti progetti in questo paese siamo abbastanza certe che finirà con un gran buco nell'acqua. Il problema è che bisognerebbe anche incentivare altre attività come il terziario e il turismo.
Se si spendessero più soldi per salvare le nostre meravigliose opere pubbliche, se si preservassero i beni culturali e si rendesse questo paese più efficiente (ad esempio rivalutando seriamente le reti di trasporto, come ad esempio le ferrovie) e funzionale allora la nostra economia ricomincerebbe a sollevarsi.
Ultimo ma non meno importante, potremmo anche conservare meglio il nostro patrimonio enogastonomico.
Così andrebbe bene: agricoltura, cibo e turismo. La combinazione vincente per questo paese.

Silvietta ha detto...

@Locomotiva= discorso molto sensato il tuo. In effetti prima di tutto servirebbero dei finanziamenti perché davvero gli imprenditori da soli non farebbero niente di sicuro, seconda cosa queste regole dementi vanno cambiata, sta mania di metterci in pari tutti, distrugge molte economie locali a vantaggio delle multinazionali. Penso che facciano bene quelli degli alpeggi a vendere a tanto il "bettelmatt"

@Le Jene=Bah guarda, il progetto non credo che finirà in un buco nell'acqua visto che sta andando benissimo, le aziende gestite da questi ragazzi vanno alla grande e come ho già scritto hanno persino restituito i soldi in poco tempo, fanno ottimi guadagni e vendono dell'ottimo olio.
Detto questo mi pare che siamo d'accordo sul fatto che agricoltura, turismo ( e con essa la cultura), cibo , abbiamo detto le stesse cose... ciao a tutti

cik ha detto...

sto pensando che una settimana fa sono stato vicino Orte, in un agriturismo....casa antica ristrutturata molto bene, con piscina, centro benessere ricavato dal fienile e tanta terra attorno con olivi, viti, prati verdissimi e ben tenuti....la signora mi ha spiegato che discende da una famiglia di contadini che non hanno mai voluto abbandonate la terra per la città....lei si è "modernizzata" anche per evitare di vendere a causa delle leggi sballate fatte dai vari governi
, leggi che non hanno mai voluto tutelare la nostra terra ed i nostri prodotti...Mi ha anche detto che l'Italia potrebbe avere un avvenire nel turismo contadino ,sempre che ci fossero leggi che promuovono l'agriturismo.....Abbiamo una bella terra, forse non adatta alla agricoltura come la vediamo noi, però con un potenziale da sviluppare...

Silvietta ha detto...

@Cik= grande questa signora che si è modernizzata per far sopravvivere un lavoro così antico e importante. Davvero questo paese ha bisogno di politiche agricole serie!

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