sabato 15 gennaio 2011

Chi sono i veri scrittori?




Buon Sabato a tutti!
E' da diversi anni, non solo da quanto mi sto muovendo nel mondo dell'editoria per il mio lavoro di scrittrice, ma anche per la mia grande passione per la letteratura di oggi e di ieri, che ho notato quanti non scrittori riescano a pubblicare libri e a vendere molto di più di chi il talento ce l'ha per davvero.

Non voglio fare né la modesta né la presuntuosa, ho la consapevolezza di saper scrivere abbastanza bene, non mi ritengo certo al livello di grandi scrittori di oggi e di ieri, so di avere ancora moltissimo da imparare, mi piace molto leggere dai bestsellers a libri sconosciuti, non ho pregiudizi di sorta in nessuno dei due casi, amo anche leggere i racconti che scrivo io, non lo nego.
Tuttavia ... tuttavia  non posso non essere infastidita nel trovare sugli scaffali delle librerie più rinomate le "opere" di Simona Ventura, Barbara D'Urso, Antonio Cassano, l'ultima divetta di Amici, le ricette di questa o quell'altra conduttrice(e sia chiaro che io adoro la Clerici), l'ennesimo libro di Vespa, che poi è sempre lo stesso cambia solo il nome e come se non bastasse ci si mettono pure gli attori o i politici a volersi cimentare come romanzieri.
Mi sto facendo un mazzo tanto per riuscire ad emergere e così tante persone che mi stanno aiutando con svariate cose, adoro scrivere, è una passione viscerale, la sento dentro come cosa ed è irritante vedere persone che non sanno scrivere, che hanno già avuto successo in qualche modo, non solo pubblicare romanzi, ma avere pure delle corsie preferenziali di vario tipo.
E' vomitevole e nauseante, lo dico senza mezzi termini, è un vergogna quasi totalmente italiana( anche in Usa avviene qualcosa di simile), peraltro, che queste persone abbiano così tanto spazio e così tanta visibilità per un libro, che al 90% non hanno scritto loro e che è pieno di scempiaggini: sono prevenuta?
All'estero, non c'è nessun tipo di corsia preferenziale, anche se sei una persona importante devi dimostrare di avere il talento per scrivere.
Ci sono anche lì persone che non sanno scrivere e riescono ad avere successo, vedere il caso di Dan Brown, eh, ma almeno lui prima non era un personaggio famoso...
Non voglio piangermi addosso né denigrare la nostra bella Italia, ma, dubito fortemente che un Lorenzo de Medici avrebbe dato spazio nella sua corte di artisti alla D'Urso o altri soggetti simili.
Con molto probabilità non l'avrei avuto neanche io, eh, però almeno avrei avuto la soddisfazione di vedere cacciate a pedate questi non scrittori...
Buona Serata!

18 commenti:

Mauro ha detto...

Cara Silvietta, il problema è che in Italia - di base - non si legge.

Questo porta due conseguenze:

1) si vendono meno libri che altrove
2) per vendere si "oscura" il contenuto

Col punto 2) intendo che, per conquistare quel paio di lettori saltuari che non appartengono allo zoccolo duro dei bibliofili, bisogna usare le classiche armi della pubblicità. E queste ti vendono per forza di cose il contenitore, non il contenuto.

Saluti,

Mauro.

Silvietta ha detto...

Caro Mauro, onestamente, a questa storia che in Italia si legge poco, ci credo fino ad un certo punto.
Le librerie sono sempre piene di gente che acquista, acquista, acquista.
Conosco tantissime persone che adorano leggere, hanno la casa piena di libri(come la sottoscritta peraltro)e sono sempre attratti da qualcosa di nuovo e fresco.
Il problema, a mio avviso, è che in Italia si dà spazio troppo ai cialtroni, in letteratura come in altri ambiti, perché se poi vai a vedere le reali classifiche di vendite, scopri che difficilmente la D'Urso o la Ventura o persino Vespa vendono tanto, quantomeno non in base allo sforzo ottenuto(ovvero battage pubblicitario, ecc).
Succede qualcosa di simile a quello che avviene nel cinema ovvero si da spazio, a prescindere, ai nomi grossi, non aiutando i giovani talenti ad emergere.
Sai che sulla metro ho visto persone leggere di tutto tranne che i libri sopracitati?
Mi piacerebbe proprio sapere dove fanno le classifiche.
Tra l'altro la maggior parte delle persone che leggono poco, tra quelle che conosco, preferisco essere attratti da qualcosa di "nuovo e fresco" piuttosto che dalle solite cose.
Sia chiaro, non sto dicendo che la gente non legge i bestseller, io stessa li leggo(ho adorato Gomorra, sono una fan di Vitali e Baricco, se restiamo nell'ambito italiano e vorrei comprarmi la saga di "Fallen")il problema è che difficilmente compra quelle schifezze la sopra...
Saluti, Silvia

Mauro ha detto...

Allora, sul dove fanno le classifiche non so risponderti (e se lo sapessi fare, probabilmente non vorrei...).

Però sulle vendite totali di libri pro capite (vendite totali, appunto, non limitate a bestsellers o saggistica o narrativa o che altro) è un dato di fatto: in Italia si vende molto meno.
Significativa una cosa: quando qui in Germania un qualche sondaggio mi chiede quanti libri all'anno compro e io (onestamente) rispondo "una cinquantina", ma dicono che sono sopra la media, ma non mi guardano come un essere strano, inumano.
A dicembre mi hanno fatto la stessa domanda in Italia e - logicamente - ho dato la stessa risposta. La ragazza che mi ha fatto la domanda mi ha guardato come fossi un marziano e si è trattenuta a stento dal chiedermi se non la stessi prendendo in giro.

Per quanto riguarda quello che vedi in metropolitana... i libri non solo vengono comprati, ma anche regalati o prestati. E io presto o regalo ciò che ha qualità...

Insomma, magari a casa bevo il Tavernello, ma se devo fare un regalo, compro un Barolo.

Saluti,

Mauro.

Silvietta ha detto...

Mauro, non sto dicendo che non sia vero che si legge meno che negli altri paesi, dico solo che secondo me i Media enfatizzano la cosa.
Sui tipi che vedo in metro, attenzione, non ho detto che non leggano della spazzatura, eh, ho visto tante tante persone leggere harmony, Dan Brown, i gialletti da manuale, ecc, però non ne ho visto uno che è uno leggere le robe citate nel mio post.
E' anche vero che in Italia si comprano meno libri perché, checché ne dicano, la crisi pesa su tutto, io stessa, i libri che vorrei avere, spesso me li faccio regalare nelle varie ricorrenze ;).
Se potessi, ne comprerei pure io 50 all'anno^_^.
Saluti, Silvia

Torquemood ha detto...

Io sono una stronza e ti dico che la cultura italiana è davvero allo stremo. Sono laureata in Lettere e Filosofia, facoltà che sulla carta dovrebbe essere l'ambiente privilegiato per individui che si consumano gli occhi sui libri, non solo quelli da studiare, ma soprattutto sopra quelli da amare. Invece la tendenza imperante è quella di affermare con strafottenza che non si legge, che "gli unici mattoni letti sono quelli obbligatori alle superiori" e genialate di questo tenore.
Si, le librerie sono piene perché il consumismo non risparmia questo genere di acquisti; si legge su Vogue che il tal libro è fashionissimo ed allora tutte a comprarlo, in televisione pubblicizzano qualsiasi abominio e le pecore non possono farselo mancare. Io mi reputo "una lettrice", ed per me è qualcosa di sacro, il dono maggiore che la natura mi abbia fatto, qualcosa di inestimabile e prezioso. Ho un attaccamento morboso per la parola e la giusta sintassi mi dà la sensazione di infinito piacere di una complessa equazione a cui si trova il giusto risultato.
Purtroppo noto che il mondo è pieno di furbetti che usano trucchetti letterari stucchevoli e per me questa è la categoria di quelli che ho indicato nel mio profilo capitanati da Baricco che è stato il caposcuola di questa pseudo-letteratura.
Come tutto in Italia il senso è di abbassare il livello, di far regnare la mediocrità, per far sentire più furbi gli stolti ed emarginare e far sentire diversi chi ancora insiste nel cercare la perfezione nelle cose.
Scusa lo sfogo, ma ho iniziato a leggere a cinque anni e da allora leggo tutte le sere, anche quando torno a casa alle cinque di mattina; per me non è un semplice bisogno ma una vera e propria urgenza.
Penso di parlare con cognizione di causa.
Fidati, di lettori ce ne sono davvero pochi

Silvietta ha detto...

Il tuo post mi è proprio piaciuto, sul serio, onesto, schietto e diretto.
Mi ritrovo in molte delle cose che dici, anche su Baricco, ammetto che due suoi libri mi sono piaciuti, "Oceano Mare" l'ho anche citato come mio romanzo preferito, ma sarebbe stato più giusto dire uno dei miei preferiti dato che l'elenco dei libri che io amo è pressoché infinito, come i film.
Baricco è sicuramente un furbetto, ha sfruttato al meglio le sue capacità, riutilizzando la stessa idea fino allo spasimo e usando vari trucchetti, come dici, per accalappiare il lettore.
Anche io leggo fin da quando era piccola, purtroppo il mio primo impatto con la letteratura non fu di buon auspicio dato che ad 8 anni mi rifilarono quelli che sono indubbiamente dei capolavori letterari, ovvero "Le lettere dal Carcere" di Gramsci e soprattutto "La fattoria degli animali" di Orwell e non mi piacquero, erano troppi pesanti, troppi duri da digerire a quell'età.
Prima o poi li riprenderò in mano, per adesso, ho ancora una legittima idiosincrasia.
Anche per me leggere è un bisogno fisico e spirituale, mi sento trasportata in un altro mondo, mi sento vivere con i personaggi, mi nutro delle loro storie e delle loro emozioni.
Come ti ho scritto nel post di là, sono difficile, a parte per certe scelte commerciali, come il suddetto Baricco, finisco per comprare libri che non conosce nessuno.
Sai anche la mia facoltà è nell'ambito filosofico, sto scrivendo la tesi ed hai ragione: molte gente legge solo le cose che fanno moda.
Ricordo con raccapriccio una mia collega(faccio la maestra)che si vantava di adorare Moccia, una madre di famiglia!
E un'altra, di sinistra come me, l'altro giorno mi disse di adorare Dan Brown.
Certo anche io leggo libri commerciali che non sono certo dei rinomati capolavori letterari, il problema credo che si presenti quando una persona si limita a quelli e non è capace di andare oltre al libro cool del momento.
Del resto abbiamo una classe politica che si vanta di non leggere e addita con orrore chi lo fa.
Sai recentemente mi è capitato di avere uno scontro con una persona che si lamentava del fatto che nel mio nuovo romanzo ci fossero troppi riferimenti culturali, troppi dialoghi, troppi pensieri e troppe descrizioni, ma non ci fossero misteri ed intrighi.
Questa persona è laureata, adora pure lei Dan Brown e ovviamente ha la grammatica di un bambino di prima elementare.
Non è che il mio libro debba piacere per forza, ci mancherebbe solo quello, eh: se guardi in giro nel blog ho pubblicato una stroncatura di un critico sul mio primo romanzo.
Solo che sentire certe critiche come quelle della persona sopracitata mi fa scendere il latte alle ginocchia.
Un caro saluto e torna a trovarmi quando vuoi.
Scusa il mattonazzo ;)

Silvietta ha detto...

p.s: dimenticavo: ti ammiro moltissimo per essere così diretta. Abbasso il politicamente corretto è solo una forma di ipocrisia mascherata da (finte)belle maniere!
Essere gentile con la gente non serve a nulla tanto in qualunque modo ci si pone si finisce per sbagliare sempre per gli altri o si viene scambiati per semi-deficienti oppure, se si usa qualche parola colta, si viene attaccati "Ah vuoi ostentare la tua cultura"... eh meglio ostentare la propria ignoranza!
Mi sa che ha ragione più che mai Linus Van Pelt "Io ama l'umanità: è la gente che non sopporto!"

Mauro ha detto...

Beh, ragazze, avete un messo un sacco di carne al fuoco. E per di più un sacco di carne interessantissima.

In questo momento sono in ufficio (per comprarmi i libri e qualche bottiglia di Barolo devo pur cercare di guadagnare qualcosa ;-) ), quindi non ho il tempo di rispondere in maniera sistematica, però un paio di spunti non posso lasciarli cadere.

1) Torquemood parla di acquisti fashion... giustissima osservazione. A questo e a quanto da scritto in precedenza vorrei aggiungere che spesso si confonde acquisto con lettura... quanti libri vengono comprati appunto per moda o per far vedere di essere lettori o ancora altri motivi... ma poi vengono messi sullo scaffale della libreria in salotto e mai aperti?

2) Dan Brown sinceramente non posso giudicarlo come scrittore, ho letto un solo suo romanzo e non ho fatto che incazzarmi sempre di più di pagina in pagina.
Perché? Io sono laureato in fisica e lui ha introdotto il romanzo dicendo che tutte le questioni fisiche trattate sono plausibili e controllate con fisici. Palle. Ha sparato una castroneria dietro l'altra.
Però la gente legge Dan Brown, non ascolta Rubbia, e quindi poi si mette in testa che al CERN si possono creare dei buchi neri che possono ingoiare il mondo e non glielo togli più dalla testa :-(
Scusate lo sfogo :-)

3) L'abbassamento del livello in direzione mediocrità è un fenomeno in Italia particolarmente accelerato, ma non solo italiano (credetemi, vivo in Germania e per lavoro viaggio in mezza Europa).
Una delle cause (non l'unica) è che tutto deve essere veloce, oggi non c'è mai tempo... non ci DEVE mai essere tempo... però la qualità richiede tempo. Sia per essere prodotta che per essere goduta.

Saluti,

Mauro.

Torquemood ha detto...

Sostengo che ci voglia rispetto per i libri e chi ha messo in mano ad una bambina quei due capolavori proprio non ne aveva. Io leggo e studio da tutta una vita e ora a trent'anni suonati mi son permessa di farmi regalare per Natale i volumi della Ricerca, tradotti da Raboni.
Penso di essere pronta per iniziare questo percorso e penso che la cultura che mi sono costruita lavorando duramente in questi anni mi può permettere di avvicinarmi con umiltà a questo monumento della letteratura.
Nulla è peggio di quelli che leggono per dire di aver letto.

Torquemood ha detto...

In cosa ti stai laureando?

@Mauro hai ragione; comprare e leggere son due universi che nemmeno confinano. Una prova recente è il libro di Eco che sto piacevolmente leggendo ora, Il cimitero di Praga, e che si trova nei primi posti delle classifiche. Sarà stato gettonatissimo sotto gli alberelli a Natale, ma vorrei vedere in quanti lo stanno affrontando e soprattutto quanti di quelli che lo fanno ne apprezzano le leziosità rubate alla linguistica ed alla semiotica ed altre finezze di cui è imbevuto l'intero romanzo.

Silvietta ha detto...

@Torquemood= filosofia delle religioni o scienze religiose. Sono credente, non lo nego, ma molto molto molto critica verso la Gerarchia Vaticana, in cui non mi riconosco.
Mia mamma mi racconta spesso che da bambina, dopo essermi letta tutti i vangeli, mi misi a fare domande scomode al prete del nostro paese.
Mi intrigava vedere il percorso di tutte le religioni, la filosofia e psicologia presenti in ognuna di esse.
Purtroppo temo(anzi ho la certezza)che delle altre mi hanno volutamente detto poco, in particolare dell'induismo e dell'ebraismo moderno.
Al contrario devo dare loro atto che il corso di Islam è stato davvero completo e persino commovente, è stato molto emozionante sentire un Iman suonare con l'arpa un inno ad Allah.
E mi è rimasto dentro il discorso del buddhismo "Ogni essere umano è un microcosmo".

Tornando al discorso dei libri: hai ragione, chi mise in mano quei libri non aveva nessun rispetto della letteratura, serve proprio un percorso per arrivare a certe cose, come quello che hai fatto tu.
Sarà una banalità, ma come dicevano i vecchi ogni cosa ha il suo tempo.
E a proposito di libri letti per dire di aver letto, ricordo la mia professoressa di italiano alle superiori che ci mise in mano i romanzi di Silone "Vino e Pane" e "Il seme sotto la neve", ebbene, dopo averli letti io osai fare delle domande alla signora dicendo che non ero convinta del finale e lei, con l'aria da so tutto io "Eh ma mica tutti i libri possono finire bene".
1-Cosa c'entrava con la mia domanda lo sapeva solo lei...
2-Son pronta a scommettere che di quei due libri o lesse solo il Bignami o li lesse perché "erano cool a sinistra" mica per voglia di sapere personale.
Anni fa provai a leggere Eco, credo non fosse il periodo giusto, prima o poi lo riprenderò in mano.
@Mauro= concordo anche io. Leggere e comprare sono due cose diverse.
A questo punto è persino più onesto quello che compra i gialletti trovati in giro che non quello che prende il libro trendy/fashion del momento.
E su Dan Brown, fidati, non è uno scrittore: uno serio non riempirebbe il suo libro di novanta colpi di scena, senza nessun nesso logico, ma solo allo scopo di tenere desta l'attenzione del lettore -_-'''.
Non sono una fisica come te, però mi interesso di queste cose da sempre, la cosa triste è che, come sottolinei, ci sono persone convinte che al Cern si facciano esperimenti pericolosi e se provi a spiegare che i libri di Dan Brown sono pieni di stupidaggini anti-scientifiche, anti-storiche, ecc, ti guardano pure storto.
Una volta mi è pure capitato di discutere con un tipo che si prendeva per oro colato quelle stupidate e quando gli facevo notare che molta gente, come scienziati, giornalisti, artisti, erano contro, tirando fuori anche le critiche di Augias, lui sai cosa diceva? "Ah dici queste cose perché sei credente" e non si prendeva neanche la briga di leggere, sostenendo la solita solfa, trita e ritrita "credente -> allora si beve tutte le stupidate vaticane" e "se critica un libro non amato dalla Chiesa, lo fa per ragioni religiose" -_-'''...
Bah...
Scusate il malloppo, Silvia

Torquemood ha detto...

Non scusarti: tanta passione è adorabile!

Mauro ha detto...

Comunque Dan Brown un piccolo merito lo ha: sui suoi libri ha messo d'accordo due mondi che generalmente litigano, la Scienza e la Chiesa :-)

Gli scienziati (quelli seri, non quelli da salotto) e il Vaticano sono d'accordo nel non apprezzarlo, infatti.

Saluti,

Mauro.

Mauro ha detto...

@ Torquemood

Beh, Eco è nel modo della letteratura una bestia rara. Nel senso che è un autore di qualità (anche se io non è proprio che lo ami alla follia) e al tempo stesso un autore di "in".

Poche volte le due cose coincidono.

Saluti,

Mauro.

Silvietta ha detto...

@Torquemood= Grazie^_^. Quando commento le cose sono una specie di fiume in piena ed è bello qualcuno lo apprezzi: molti altre persone mi hanno spesso invitato ad essere più morigerata...
@Mauro=Ahahah è vero!Là dove fallì Giordano Bruno(sigh), riuscì il pennivendolo Brown

Mauro ha detto...

> un autore di "in".

Naturalmente volevo scrivere: un autore "in".

Saluti,

Mauro.

Maria C. Vittoria ha detto...

Purtroppo è vero, è una cosa che ho notato anch'io... proprio abominevole! Tanto questi personaggetti d loro ci mettono solo il volto in copertina perché il libro sicuramente è opera di un copywriter, o anche se l'hanno scritto loro stessi, una bassa -coraggiosa- percentuale, di certo quel che verrà fuori non è un'opera ad alto valore letterario (anche giustamente, non è che necessariamente tutti nascono col dono della scrittura). Non penso che fenomeni alla J.K. Rowling (al di là dell'idea del maghetto, la cito intesa come self-made writer) potrebbero esistere da noi, anche se spero che la situazione prima o poi cambi e che si possa guardare meno la copertina e più il contenuto.
Saluti! :)

Silvietta ha detto...

@Cara Maria grazie per il tuo commento. Spero anche io che la situazione possa migliorare, non solo per me, ma per tutti i giovani scrittori di talento.
Di recente ho sentito dire che il libraccio di Marra(quello dello spot orribile con la Arcuri)sta andando malissimo, segno che nonostante gli spot con cialtroni famosi(ora si parla pure di Ruby!), non sempre i libri "cool" vendono, grazie a Dio.
Saluti a te!

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